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Lions Club Lodi Quadrifoglio
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Al Lodi Quadrifoglio è di scena la “Nutraceutica”

Logo Lions Club Col termine davvero inconsueto derivato dall’unione di “nutrizione” e “ farmaceutica”, nutraceutica appunto, si indica il legame tra l’alimentazione e la salute, laddove il cibo viene considerato dotato di valenza terapeutica preventiva, grazie ai principi nutrienti che contiene. Si tratta insomma di una vera e propria nuova / antica frontiera della medicina, nuova perché inventata da Stephen De Felice nel 1989, antica perché già applicata ai tempi di Ippocrate, come ha spiegato il Dott. Roberto Patola, ospite del L.C. Lodi Quadrifoglio al meeting del 26 aprile.
Il relatore, nota figura nel campo della medicina dello sport e, fra le molte altre cose, corresponsabile per anni del Pronto Soccorso a Lodi, ha però precisato che, mentre sino a circa due secoli fa detti principi si trovavano nel cibo, le modifiche subite dalla tipologia di allevamento degli animali, nutriti solo con mangimi, e delle coltivazioni con antiparassitari e concimi chimici, ne hanno ridotto la presenza negli alimenti in modo naturale e la quantità necessaria a produrre effetti benefici.
Ecco allora l’intervento dell’industria nutraceutica, che li estrae e sintetizza negli integratori o, in alternativa, li addiziona agli alimenti stessi (si pensi al selenio nelle patate).
Nel sottolineare che sapersi alimentare nel modo giusto è anche una questione etica, il relatore ha rilevato la scarsa efficacia di diete non adattate al singolo ma prescritte in via generale, ricordando l’importanza dello stile di vita per mantenersi sani, tra cui principalmente il dormire un numero adeguato di ore.
E’ infatti nel sonno che avviene una sorta di autoriparazione del corpo grazie all’utilizzo delle proteine assunte durante il giorno, o, per la precisione, alla cena, come il Dott. Patola ha vivamente raccomandato, destinando al pranzo il consumo di pasta e pane.
Nel descrivere poi il percorso del cibo nel nostro corpo e l’intervento degli enzimi, specifici per ogni tratto, il Dott. Patola ha ricordato che i batteri presenti nel nostro intestino sono dieci volte superiori al numero delle cellule del corpo umano e ha fornito una serie di consigli utili al vivere sano, quale ad esempio il non saltare i pasti, perché non ricevere la giusta dose di proteine comporta una sorta di “cannibalizzazione” del nostro tessuto connettivo, ovvero dei muscoli. Quanto all’attività fisica, indispensabile, è bene sapere che correndo si bruciano gli zuccheri, mentre semplicemente camminando si bruciano i grassi, di certo più dannosi.
La sede del club per l’occasione è stata abbellita con alcuni splendidi quadri di Emma Azzi, socia del Lodi Quadrifoglio e presidente dell’ACAV, associazione di pittori.

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Cosa offre Lodi per la prevenzione dei tumori al seno? Se ne parla al Lions Lodi Quadrifoglio

Logo Lions Club Un quadro completo di ciò che la medicina offre a Lodi nel campo della prevenzione dei tumori al seno è stato tracciato dalla Dott. ssa Maria Teresa Bernini, medico radiologo presso l’ASST locale, e dal Dott. Matteo Passamonti, responsabile della Radiologia Diagnostica Senologica della medesima ASST, ospiti del Lodi Quadrifoglio nel meeting svoltosi presso la sede l’8 marzo.
La Dott. ssa Bernini, che è anche socia del Lodi Quadrifoglio, ha definito “Big Killer” delle donne il tumore al seno, precisando che la sua incidenza è del 28% contro il 13% del tumore all’intestino.
La parola d’ordine è dunque “prevenzione”, distinta in primaria, secondaria e terziaria a seconda che agisca su potenziali fattori di rischio e sia quindi indirizzata alla persona sana, che si traduca in interventi diagnostici per chi non sa ancora di essere malata o che combatta la malattia ormai conclamata.
Nel caso della primaria la parte del leone è assegnata allo stile di vita: basti pensare che chi svolge attività fisica con continuità ha il 14% in meno di probabilità di ammalarsi. Fattori di rischio noti sono il sovrappeso, il non aver avuto figli o l’averli avuti oltre i trent’anni e il non averli allattati. Va tuttavia riconosciuto un ruolo importante alla genetica e all’ambiente.
Quanto alla secondaria, è di grande rilievo la prevenzione strumentale con ricorso alla mammografia, consigliata a partire dai quarant’anni; in questo ambito si inserisce lo screening oncologico, che dall’ASST di Lodi viene proposto a invito ogni due anni a donne di età compresa fra i quarantanove e i settantadue anni. Lo screening ha consentito di contattare nel Lodigiano quasi 14.000 donne nel 2016, con un’adesione del 68% e col risultato della scoperta di trentadue casi di tumore. A livello nazionale nello stesso anno lo screening ha riguardato tre milioni di donne con un’adesione del 55%, adesione che è rimasta stabile al nord, ma è purtroppo diminuita al sud.
“Il concetto di screening nasce dalla necessità di proteggere le fasce più deboli anche dal punto di vista culturale: aderire significa fare un regalo a se stesse”, ha esordito il Dott. Passamonti, che si è detto orgoglioso dei progressi fatti nella Breast Unit di Lodi, dove il percorso diagnostico e terapeutico è divenuto più fluido e organizzato. Uno dei fiori all’occhiello del reparto di cui è direttore è l’apparecchio per la tomosintesi, una mammografia tridimensionale ad alta definizione, che consente di individuare lesioni minime, invisibili con l’esame tradizionale, di cui l’unità senologica lodigiana è dotata dal 2013.
Dopo aver illustrato i vari metodi di cura, l’ospite ha concluso sottolineando che il fatto di rivolgersi a centri specializzati comporta un aumento del 18% dei casi di guarigione; ha quindi passato la parola alla signora Roberta Magli, chiamata a testimoniare il suo personale percorso compiuto dal momento della scoperta di avere un tumore al seno sino alla guarigione.
La signora Magli ha ricordato l’importanza del supporto offerto dalla famiglia e dai medici stessi, ma anche del confronto continuo con chi è colpito dalla stessa malattia. Ha poi spiegato il senso del progetto “Pink is good”, nato a opera della Fondazione Veronesi per incentivare la raccolta fondi a favore della ricerca, che l’ha portata a partecipare alla maratona di New York come testimonial del progetto stesso, nella certezza che i tumori si combattono sì con la prevenzione, ma anche promuovendo e sostenendo la ricerca.

Mariassunta Leone


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La funzione sociale dello sport

Logo Lions Club “Sport e passione””, questo il titolo della serata organizzata dal L.C. Lodi Quadrifoglio presso la sede il 22 febbraio, che ha visto protagoniste tre giovani rappresentanti dell’A.S.D. Ginnastica Laudense di S. Martino in Strada, Maria Condomitti, che ne è anche la presidente, Elena e Veronica Cusa, istruttrici.
“Lo sport è socialità, integrazione, divertimento”, ha esordito la presidente, che ha tracciato un quadro dell’attività della società, nata nel 1980 da un piccolo gruppo di tecnici e appassionati con lo scopo di offrire “ginnastica per tutti” grazie alle diverse specialità. I corsi sono aperti dai “tre ai novant’anni”, con un’attenzione particolare alle giovani atlete protagoniste dell’attività agonistica, impegnate in gare a livello regionale. Nel ricordare il Trofeo Laudense, che ogni anno coinvolge circa cinquecento famiglie, e il Gym Color Festival, Maria Condomitti ha sottolineato la crescita esponenziale della società, passata dai 150 soci del 2000 agli attuali 430, e la costante collaborazione con Comuni e istituti scolastici del Lodigiano.
Mentre un video proponeva le immagini di alcune gare, Veronica Cusa, fresca di laurea in Psicologia del Benessere, si è detta certa che la funzione svolta dallo sport sia quella di potenziare i talenti, ma anche di aiutare a superare le difficoltà del quotidiano, aumentando la percezione del benessere, da lei considerato alla portata di tutti, e persino di diminuire i sintomi di malattia, come dimostrano i progetti per anziani e persone con difficoltà non solo motorie.
La presidente Elena Zanoni ha lodato la passione con cui tutt’e tre le ospiti si dedicano a questa disciplina, che trova riscontro nell’entusiasmo con cui i corsi vengono seguiti e nell’affiatamento delle atlete: così lo sport diventa davvero “ragione di vita”, come recita il sito della società.


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Una grafologa e una direttrice di carcere ospiti del Lodi Quadrifoglio

Logo Lions Club Due donne, due professioni: nel meeting svoltosi presso la sede l’8 febbraio il L.C. Lodi Quadrifoglio ha avuto come ospiti la Dott. ssa Maria Elisabetta Marano, consulente grafologa, e la Dott. ssa Stefania Mussio, direttrice del carcere di Sondrio.
“Noi scriviamo quello che siamo”, questo l’assioma di Max Pulver, uno dei fondatori della grafologia, con cui ha esordito la Dott.ssa Marano, precisando che l’uomo con la sua scrittura fa il proprio ritratto.
Posto che la grafologia è una vera e propria scienza, chi analizza il gesto grafico è infatti in grado di comprendere la personalità di chi scrive attraverso lo studio di una serie di elementi, che vanno dalla grandezza della scrittura, all’ampiezza dei margini lasciati sul foglio, all’analisi delle tre zone in cui viene suddivisa ogni lettera in rapporto al rigo di base.
Molte le applicazioni dell’esame grafologico: nel campo dell’orientamento professionale e scolastico, in quello dei disturbi funzionali quali la disgrafia e, secondo quanto sosteneva Veronesi, persino per individuare alcune patologie in campo medico.
Nei procedimenti giudiziari l’utilizzo della grafologia è invece limitato all’accertamento dell’autenticità di documenti, mai a fornire elementi di valutazione della personalità di un imputato.
Si è riallacciata a questa osservazione la Dott.ssa Mussio per sottolineare che la grafologia può certo essere utile per tracciare il profilo, il più possibile scientifico, di un detenuto ai fini di un miglior inserimento nel difficile mondo carcerario, ma occorre che molte figure professionali interagiscano fra loro a tale scopo, tra cui lo psicologo e il criminologo: la diagnosi richiede tempo anche per la complessità strutturata della personalità del detenuto, che tende a proteggersi mascherandola.
L’ospite, che ha ricevuto nel 2017 un riconoscimento speciale dalla giuria del premio internazionale intitolato a Rosario Livatino, magistrato assassinato dalla mafia nel 1990, ha poi illustrato il progetto del carcere di Gorgona, tradotto in un libro che comprende un suo saggio, volto ad affidare ai detenuti la cura di animali domestici, prendendone spunto per ricordare l’esperienza vissuta come direttrice della Casa Circondariale di Lodi quando, grazie al dono di due cuccioli di Labrador da parte del Club Lodi Torrione, si diede luogo a un esperimento simile.
Una serata ad alto gradimento, che ha consentito alla presidente del Lodi Quadrifoglio, Elena Zanoni, di seguire il filo conduttore scelto per il suo anno, ovvero quello della figura femminile nel campo del lavoro.


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Il L.C. Lodi Quadrifoglio chiude il 2017 con un nuovo service

Logo Lions Club Si dedica ai poveri e agli emarginati portando ogni giorno pacchi alimentari e generi di conforto alla stazione ferroviaria di Padova Frate Paolo Bergamaschi, ospite del L.C. Lodi Quadrifoglio nella serata dedicata agli auguri, svoltasi presso la sede il 14 dicembre.
L’ospite che, pur giovane, è entrato a far parte dell’Ordine dei Francescani Minori ben tredici anni fa, ha esordito spiegando che il voto di povertà significa lasciare tutto “per portare agli altri la bellezza che ciascuno di noi ha”, coinvolgendo poi i presenti con la testimonianza appassionata di una quotidianità dedicata interamente agli altri, sottolineando che l’aiuto ai clochard non consiste solo nell’offrire cibo e vestiti, ma, soprattutto, nel restare a parlare con loro, nel condividere sfoghi e confidenze, nel dedicare tempo e attenzione.
Ha poi raccontato l’esperienza vissuta a Roma nei campi Rom, definiti con molta schiettezza una “realtà fastidiosa”.
L’ostilità di questo popolo nei confronti di chi ha una vita “normale” e il delinquere preso come modello di comportamento consolidato non potranno che aumentare se non sapremo creare un ponte e dialogare con loro.
Nella vita di Frate Paolo e dei suoi confratelli c’è spazio anche per corsi di formazione indirizzati ai giovani, che vengono così preparati ad aiutare i bisognosi, imparando a relazionarsi con loro nel modo giusto.
Una ricca lotteria ha concluso la serata, consentendo così al Lodi Quadrifoglio di donarne il ricavato all’ospite, in segno di concreto aiuto alla sua missione.


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Gli auguri di Mons. Malvestiti "A Natale sono di casa la cultura e la solidarietà"

Logo Lions Club Il rappresentati dei club lions della I circoscrizione 108ib3 - guidati dal Governatore Giovanni Bellinzoni - si sono dati appuntamento il 22 dicembre presso il palazzo vescovile di Lodi per i tradizionali auguri al Vescovo. Monsignor Malvesititi ha accolto il dono dei club ed ha espresso il suo invito: “A Natale sono di casa la cultura e la solidarietà. Sono finalità vostre che incontrano le attenzioni della comunità ecclesiale, la quale ricorda che solo se hanno radicazione spirituale, rimangono nel tempo. Toccate dalla fede addirittura per sempre”. Mons. Malvestiti ha donato ai club la lettera pastorale Nello Spirito del Risorto misericordiosi come il Padre in memoria di Me per il mondo il cui titolo evoca il cuore del Vangelo e che riporta in copertina l’immagine di Santa Francesca Saverio Cabrini che “donna di cultura e solidarietà” si spense a Chicago nel 1917. Nella stessa città, nello stesso anno nascono i lions, la solidarietà è un seme fecondo che attecchisce immediatamente, è un testimone che non viene mai lasciato cadere.

Giovanni Battista Corsico
Addetto Stampa

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Anche nel campo informatico strada in salita per le donne: la Dott.ssa Perra al Lions Club Lodi Quadrifoglio

Logo Lions Club "Le donne nel mondo dell’informatica: storia di una Geek Girl", questo il titolo del meeting svoltosi il 16 novembre presso la sede con la Dott.ssa Maura Perra, giovane laureata con già al suo attivo un ricco curriculum maturato in una delle più importanti aziende del mondo nel campo informatico.
La relatrice, dopo aver chiarito che il termine “Geek Girl” ben le si adatta nel suo significato più soft, ovvero di appassionata di tecnologia, è partita dal concetto di “genere”, inteso come insieme delle caratteristiche che definiscono una persona, ad esclusione del sesso, per evidenziare le differenze tra uomo e donna nel campo lavorativo.
Il primo agisce all’insegna della competitività e ama primeggiare, spesso creando conflitti di cui sentirsi protagonista, la seconda è invece capace di gestirli, essendo più cooperativa che emulativa e dotata di spirito di adattamento, a volte scambiato per debolezza. Purtroppo anche in un campo d’avanguardia qual è quello dell’informatica esistono degli stereotipi che inducono a comportamenti discriminatori nei confronti delle donne, con atteggiamenti di sfiducia, battute sessiste, esclusione dai gruppi. Un esempio? L’assegnazione di compiti più facili perché si dà per scontato che gli uomini siano più competenti.
Tra le strategie di inclusione da parte delle donne vi è, purtroppo, quella del posizionamento complementare, ossia della sottomissione, mentre le più determinate scelgono quella della valorizzazione e affermazione della propria identità personale. Certo il bilanciamento tra ritmi di vita e obblighi lavorativi è molto difficile per l’universo femminile e la maternità troppo spesso rappresenta un punto di declino, se non di arresto, della carriera. La relatrice ha sottolineato che in Italia nelle aziende informatiche le donne sono meno del 25% e ancora meno ricoprono ruoli manageriali. Dato questo comune, ahimè, ad altri settori lavorativi.
Alla maggior difficoltà di relazioni con capi e colleghi si unisce una minor possibilità di far carriera, ma anche la scarsa disponibilità delle aziende a soluzioni lavorative part time o improntate alla flessibilità.
Come cambiare? La Dott.ssa Perra ha proposto di intervenire sulla formazione dei docenti e avvicinare alla tecnologia le studentesse fin dalle primarie, creare partnerchip tra scuole e imprese, senza dimenticare il ruolo delle famiglie, che devono saper educare al superamento della discriminazione tra i due sessi: insomma basta pensare che i maschietti giochino coi trenini e le femmine solo con le bambole!

M.L.


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Presentazione Progetto Micia

Logo Lions Club Incontro interessantissimo, volto ad illustrare il Progetto MICIA (Mai Infrangere Creature Innocenti Abusandone), quello vissuto dai Lions Club Lodi Host, Lodi Europea, Ager Laudensis, Lodi Torrione, Lodi Quadrifoglio, Leo Lodi Barbarossa, Codogno Casalpusterlengo, Colli S. Colombano al Lambro, Sant'Angelo Lodigiano e Lungoadda Lodigiano, che hanno organizzato una cena per raccolta fondi da destinare, in parte, per finanziare le attività nelle scuole del lodigiano. Il progetto, nato in collaborazione anche con l'Ufficio Scolastico di Lodi, l'Ufficio di Piano del Comune di Lodi e la Cooperativa “Lo specchio magico”, è stato creato per ricordare Mariaemilia, una grande Lions che ci ha lasciato, ma che ha sempre condiviso l'impegno di aiutare e prevenire. Alla serata hanno partecipato il Governatore Giovanni Bellinzoni, la Coordinatrice del Comitato Abuso sui Minori, PDG Laura De Mattè Premoli ed il referente dello stesso Comitato e del Progetto Cesare Senzalari, oltre a due PDG, a Presidenti, Officers e numerosissimi Soci. Relatore della serata è stato il dott. Rocco Briganti, laureato in Filosofia, con un curriculum nutrito di Master e Qualifiche in Psicologia del disagio psico-fisico, Presidente-Direttore Generale della Cooperativa Sociale Onlus “Specchio Magico” e Coordinatore del Progetto Porcospini-Bambini e genitori insieme contro l'abuso sessuale, che prevede il coinvolgimento di oltre 16000 bambini e famiglie, comunità locali, network territoriali, scuole ed associazioni. Il progetto ha ottenuto numerosi finanziamenti, tra cui quello della Regione Lombardia. “MICIA”, nato tre anni fa, con la preziosa collaborazione del relatore, vuole essere propulsore di prevenzione primaria contro l'abuso sui minori. E' rivolto alle scuole, dell'obbligo e superiori e prevede, in base alle loro richieste, iniziative che vedono coinvolti, in una cooperazione sinergica, educatori, insegnanti e genitori. Come ha sottolineato il dott. Briganti, gli interventi di prevenzione primaria nell'ambito scolastico, basati su strategie preventive e pratiche, atte a riconoscere pericolose situazioni di disagio, sono mirati all'individuazione di problemi delicati e spesso latenti ed alla ricerca di soluzioni adeguate in base alle difficoltà ed ai dubbi degli alunni, mediante piani strategici fondati su incontri, attività e laboratori. Nel Progetto, la Cooperativa “Lo Specchio Magico” ha un ruolo fondamentale di informazione (in collaborazione con i Lions aderenti all'iniziativa e con gli altri enti coinvolti), di formazione delle persone che porteranno avanti il progetto, di affiancamento ed assistenza (sia con personale a sostegno degli educatori locali, sia con la collaborazione dei genitori).
La serata, ottimamente riuscita per l'attualità delle problematiche trattate, ha offerto numerosi spunti di discussione e di interazione fra relatore e pubblico presente.

Adriana Cortinovis Sangiovanni

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Nella foto: il dr. Narducci

Apertura 1^ Circoscrizione Distretto 108 Ib3 sul tema di studio nazionale

Logo Lions Club La Prima Circoscrizione apre l’anno con una domanda: perché vaccinarsi?
L’apertura della Prima Circoscrizione si è svolta venerdì 22 settembre a Sant’Angelo Lodigiano nella bella cornice del castello Morando Bolognini. Ben rappresentati i club e le autorità lionistiche con il governatore distrettuale Giovanni Bellinzoni. Il tema della serata “Diffondere la cultura scientifica su vaccinazioni e autismo contrastando la disinformazione”, relatore il dr. Mario Narducci, medico pediatra e fondatore dell’Associazione Culturale Pediatri Milano, esordisce: “Rinunciare alle vaccinazioni è combattere senza l’armatura” continua spiegando come le statistiche registrate da fine Ottocento ai giorni nostri parlino chiaro. “Il miglioramento delle condizioni igieniche, dell’alimentazione, ma soprattutto l’introduzione di una vaccinazione su grande scala ha portato a debellare malattie quali il vaiolo, mentre per altre – quali il morbillo – puntiamo a mettere la parola fine con l’aiuto dei progetti internazionali dei lions. La storia recente ci insegna che, dove si sono ridotte le coperture a livello di vaccinazioni, lì si sono innescate nuove epidemie. Le teorie del medico britannico Andrew Wakefield sulla connessione tra vaccinazioni e autismo – pubblicate nel 1998 ma smontate a livello processuale solo alcuni anni dopo e che hanno portato alla radiazione del medico – hanno consentito al popolo dei No Vacs di raccogliere sostenitori e creare disinformazione. L’effetto è stato quello di una progressiva e preoccupante diminuzione delle vaccinazioni. Quest’anno in Italia l’intervento del Ministro della Salute ha cercato di raddrizzare questo andamento, infatti smettere di vaccinarci ci esporrebbe al rischio di nuove epidemie”. Il medico, dopo il vivace dibattito innescato dalla sua presentazione, chiude: “Anche vaccinarsi in età avanzata è importante poiché riporta ad uno stadio base il sistema immunitario, rendendolo più sensibile agli antibiotici”.

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Il Lions Club Lodi Quadrifoglio ricorda la socia Bruna Weremeenco insieme con il Lodi Host e il Lodi Torrione

Logo Lions Club Una serata dedicata a Bruna Weremeenco quella organizzata il 5 ottobre all’Isola Caprera dal Lions Club Lodi Quadrifoglio, di cui è stata socia per vent’anni, con la partecipazione del Lodi Host e del Lodi Torrione, alla presenza dei rispettivi Presidenti, Cesare Senzalari e Virginio Bosoni, nonché dei Presidenti di Zona, Pietro Farina e Antonella Sali. “Tutti insieme per Bruna” questo il titolo scelto dalla Presidente del Lodi Quadrifoglio, Elena Zanoni, per l’intermeeting che ha avuto come relatrice Marina Arensi, giornalista d’arte. A lei è spettato anche il compito di scegliere alcune fra le più significative opere della nota artista, scomparsa lo scorso luglio, esposte durante la serata, a testimonianza della colta capacità compositiva di Bruna Weremeenco, che il Comune di Lodi ha premiato con la medaglia d’oro il 19 gennaio 2016.
Un breve filmato ha ripercorso le tappe della sua vita e alcune socie del Lodi Quadrifoglio ne hanno ricordato l’attività svolta con grande generosità e sensibilità sia per il club, in particolare nei corsi di pittura per la terza età organizzati da tempo dal sodalizio lodigiano, sia per il distretto, della cui commissione per il Poster per la Pace ha fatto parte per anni, tracciando con commozione il ritratto di una socia molto amata e molto rimpianta.
La relatrice Marina Arensi ha esordito ricordando la vita romanzata della pittrice, i cui nonni avevano vissuto l’esperienza della rivoluzione russa e della fuga in Italia, e la carriera artistica favorita dalla frequentazione dell’Accademia di Brera, dove aveva avuto maestri dell’importanza di Carlo Carrà e Domenico Cantatore.
Lontana dal movimento del‘900 Italiano, cui tanti artisti avevano aderito anni prima perché gradito al regime fascista, se ne è differenziata accogliendo la lezione del post cubismo con opere di valore simbolico piene di pathos, scegliendo di preferenza temi come la natura, la vita, la maternità.
L’arch. Mario Quadraroli ha chiuso la serata evidenziando come l’arte di Bruna Weremeenco abbia rappresentato davvero un momento di svolta per la pittura degli anni ottanta, quell’arte che per lei era stata una ragione di vita.

M.L.

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