Lions Clubs Logo
Distretto 108 Ib3 - Italy
We Serve


Lions Club Lodi Quadrifoglio
Lions Club Lodi Quadrifoglio

Visitate il sito del Club Visitate il sito del club



Notizie dal Club

Fotografia

Nove Melvin Jones Fellow per il Lodi Quadrifoglio

Logo Lions Club Villa Toscanini, splendida residenza di campagna del grande Maestro, ha rappresentato la giusta cornice di un evento davvero importante per il Lodi Quadrifoglio: la consegna di nove Melvin Jones Fellow ad altrettante socie del club, ovvero le prime ad aver ricoperto il ruolo di presidenti del sodalizio lodigiano.
A dare il giusto rilievo al meeting, svoltosi il 15 giugno a Ripalta Guerina e coinciso con la chiusura dell’anno sociale, sono intervenuti anche il PCC Rocco Tatangelo e il governatore Renato Sambugaro, accompagnato dal segretario distrettuale Riccardo Tacconi e dal cerimoniere Fabrizio Giannelli.
Sorrisi, foto e qualche battuta scherzosa per stemperare l’emozione delle premiate hanno accompagnato la consegna dell’ambito riconoscimento. Dopo la cena si è dato il giusto spazio ai discorsi, sempre piacevolmente connotati dalla spontaneità e adeguati all’atmosfera particolarmente gioiosa della serata. Così la presidente Mariuccia Svanini Meroni ha saputo esprimere con calore la sua gratitudine a tutto il club per la collaborazione ricevuta ed ha riproposto i passaggi più significativi del cammino percorso, tra i quali ha voluto sottolineare quello che è stato il service più importante dell’anno, consistito nel finanziare il rifacimento dell’impianto della torre campanaria della chiesa parrocchiale a Quartiano. Ha quindi ceduto la parola al parroco Don Emanuele Brusati, promotore di un progetto innovativo di prevenzione a favore dei giovani della comunità, accolti in un oratorio realizzato con insoliti schemi di aggregazione. “Il bene diffonde se stesso”, ha ricordato il sacerdote, che ha sollecitato i Lions presenti a far conoscere ancor di più la loro attività, ispirata ai valori della vita, della libertà e del rispetto dell’altro.
Mariuccia Svanini Meroni ha poi appuntato il suo distintivo alla presidente entrante, Maria Rapelli Colombani, che ha invitato le socie a coltivare progetti innovativi e ad essere propositive, per non disperdere le energie e non cadere nell’errore di restringere il proprio orizzonte come fa chi coltiva il “solito orticello”.
Ha voluto complimentarsi col club anche Rocco Tatangelo, che si è detto affettivamente legato al Lodi Quadrifoglio sin dall’anno sociale 1989/1990, quando la diversa suddivisione del distretto lo vide delegato di zona. Nel ribadire che occorre essere orgogliosi di essere Lions, tanto più in occasione di una serata così ricca di programmi e di idee, ha definito particolarmente felice la scelta del tema nazionale di studio sulla nostra Costituzione, di cui ha citato in particolare l’art 2 riguardante i diritti inviolabili dell’uomo anche nelle formazioni sociali e i doveri di solidarietà, nonché del service nazionale dedicato alla dislessia. Entrambi gli argomenti sono infatti in piena sintonia con il nostro modo di essere e con i nostri obiettivi, a proposito dei quali ha espresso un parere tranchant: “la crisi numerica del distretto non ci interessa; guardiamo alla sostanza delle cose avendo ben presenti la nostra cultura e le nostre tradizioni, così diverse da quelle americane, pur restando univoci negli ideali del servire”.
Ha concluso la serata Renato Sambugaro, che si è detto entusiasta dei risultati raggiunti nello Sri Lanka, per il quale sono stati raccolti ben 500.000 euro, tanto che continuerà ad occuparsi della fame nel mondo senza lasciarsi aggredire dalla “sindrome del past governatore”. “Non mi sento uno yogurt in scadenza – ha aggiunto scherzosamente – anche se il mio ruolo va interpretato con molta umiltà perché io devo essere al servizio di ogni singolo socio e perché più si sale e più si serve, senza autocelebrazioni e protagonismi, ma sempre partecipi della nostra associazione che, non va dimenticato, è stata definita la prima ONG nel mondo”.

Mariassunta Leone


Fotografia

A Lodi un’azienda leader

Logo Lions Club Si è svolto il 22 aprile presso il ristorante “Isola Caprera” il meeting intitolato “Il ruolo dell’impresa nel territorio”, dedicato dal Lodi Quadrifoglio alla ABB Adda S.p.a., presente a Lodi con un’importante stabilimento e leader nel mondo nel campo delle tecnologie per l’energia e l’automazione. Nel presentare l’ing. Costante Piazza, direttore generale della società, la presidente del club Mariuccia Svanini Meroni ha sottolineato come si tratti di un’azienda che sa coniugare profitto e rispetto per l’ambiente, contemperando gli obiettivi economici con quelli sociali, perseguiti collaborando con la Fondazione Banco Alimentare e con l’Unicef.
L’ing. Piazza ha esordito tracciando un quadro della situazione dell’industria nella provincia di Lodi dove operano 17.000 aziende, di cui però il 50% ha un numero di addetti compreso fra uno e nove, mentre solo l’1% ha più di cinquanta dipendenti. Su queste piccole realtà la crisi economica ha purtroppo avuto maggiore incidenza, tanto che nel 2009 hanno chiuso i battenti ottanta società mettendo a rischio ben duemilacinquecento posti di lavoro e l’incremento della Cassa Integrazione è stato del 200%. L’onda lunga della crisi, secondo l’ospite, si farà sentire ancor di più nel 2010, nonostante le previsioni di ripresa. Da questa situazione allarmante si è salvata la ABB Adda, che è riuscita a mantenere tutti i suoi trecento dipendenti e invariato il fatturato. Nell’evidenziare con giusto orgoglio che la società lodigiana è considerata la migliore nel gruppo ABB, l’oratore ne ha ricordato l’origine, ovvero le mitiche “Officine Adda” nate nel 1926, e ha ripercorso le tappe della sua lunga storia, fatta anche di molti momenti difficili. Ad esempio quando l’ENEL nel 1999 chiuse le commesse sembrò che l’unica alternativa fosse chiudere anche l’azienda, invece si colse l’occasione per rinnovarsi completamente realizzando apparecchiature multifunzionali dalla tecnologia avanzatissima e compatta, che ne consente l’installazione in tempi molto ridotti. Dal 2000 l’ascesa è stata continua e ha consentito di sbaragliare le consorelle francesi e tedesche, rispetto alle quali, ha precisato l’ing. Piazza, noi siamo forse meno pragmatici e più incostanti, ma di certo dotati di maggior fantasia. Quella stessa che ha permesso di fronteggiare con successo i tentativi della Cina di copiare i macchinari ricorrendo alla tattica di rinnovarli ogni tre anni. Oggi la ABB alimenta con le sue apparecchiature Maranello, la Barilla, la Ferrero e costruisce stazioni eoliche, operando in più di 100 Paesi. Grazie a quest’azienda modello il nome di Lodi, i suoi prodotti, la sua storia sono conosciuti in tutto il mondo e il nuovo stabilimento realizzato nel 2005 è un vero fiore all’occhiello per la città. Essere sempre innovativi è una scelta vincente e l’ospite ha voluto concludere citando una riflessione che l’amministratore delegato dell’azienda ha proposto al suo staff: “se si usa la parte sinistra del cervello si acquisisce molto metodo, ma se si usa anche la parte destra si è veramente creativi”.

Mariassunta Leone


La formazione all’insegna del botta e risposta con le socie del Lodi Quadrifoglio

Logo Lions Club Insolita l’impostazione data alla serata di formazione dal 1° vice-governatore Franco Rasi, ospite giovedì 8 aprile del Lodi Quadrifoglio presso il ristorante “Isola Caprera”. Il presidente del MERL infatti non si è presentato come “oratore”, ma, a suo dire, come “ provocatore” e la sua non è stata una pedissequa esposizione di regole e “consigli”, ma una stimolante conversazione. “Farete voi le domande”, ha detto passeggiando fra i tavoli. In realtà le socie si sono sentite, all’inizio, un po’ scolare interrogate dal prof che puntualizzava, spiegava e ampliava le loro conoscenze.
“Come si svilupperà il lionismo nel futuro?”
“Lions si nasce e non si diventa, è vero?”
“Tu perché sei diventata Lions?”
Le socie espongono le loro esperienze, fanno domande, difendono le loro idee, nasce così una conversazione a tutto campo dalla quale apprendiamo persino come e perché le bandiere vanno posizionate in un certo modo (la bandiera italiana va vicino al labaro e non in mezzo!). Il Lions International, creato non solo da M. Jones, ma anche da William Wood di Indianapolis, ha il merito di aver offerto lo spunto per la nascita di molte altre associazioni di servizio.
“Oggi il Lions è in crisi, perché?” “C’è una crisi di vocazione lionistica?” “La struttura Lions è corretta?”
“I services: meglio sul territorio o in campo internazionale?”
Le opinioni delle presenti sono discordi, ma sembra prevalere la tesi: non disconosciamo il territorio, anche per farci conoscere.
Alcune socie si mostrano soprattutto interessate all’autonomia del club che, secondo loro, dovrebbe essere valorizzata. Rasi sottolinea che nessuno viola questa autonomia (porta come esempio il fatto che su circa 1500 club in Italia 200 non hanno risposto alla richiesta di aiuti per l’Abruzzo) e che nessuno ci costringe a partecipare ai services proposti dall’alto.
Viene inoltre messo in evidenza che: a) in un club NON decide il presidente; b) non siamo personalmente soci del Lions, lo è il club. Quando entriamo volontariamente nel sodalizio accettiamo liberamente di seguirne le regole. Il Lions è un metodo di vita indicato anche nel codice della nostra etica, di cui l’ospite sottolinea in particolare l’articolo 8: “cauti nella critica…..”.
Per quanto riguarda il proselitismo lo stesso Rasi riconosce le difficoltà insite nella scelta di nuovi soci e, ribadendo che è una provocazione, si chiede se non sia il caso di spostare la nostra attenzione ad una “elitarietà di cuore”, invece di badare prevalentemente a cultura e immagine come requisiti principali per l’introduzione nel club di un nuovo socio. Prosegue affermando che il Lions deve aprirsi alla società ed è necessario quindi “allargare il nostro compasso; del resto è questo quanto ci suggerisce anche il concetto di cittadinanza umanitaria: la mano tesa verso gli altri è anche un modo di metterli in grado di far parte del Lions”.
E ancora: “le persone che entrano nel Lions dovrebbero avere maggior preparazione e maggior consapevolezza, non basta la buona volontà”.
Rasi vorrebbe proporre una riduzione delle spese conviviali sentendo la necessità di un ritorno alle origini. Molti i consigli: “andiamo sulle piazze per farci conoscere; i services che vengono fatti dal club sono tanti, ma forse ciò che si raccoglie sarebbe meglio convogliarlo in un service importante”. Il fuoco di fila di domande prosegue sulla scelta del service da realizzare: “Che tipo di service fare? Service di opinione? Service di solidarietà?”
Forse mai una serata di formazione è stata tanto animata e partecipata. Nel salutare le presenti l’ospite lancia un ultimo messaggio: “I nostri valori etici sono il nostro futuro”.

Ambrogy Perucca


Fotografia

Lionsday e raccolta occhiali: un’accoppiata vincente

Logo Lions Club Un gazebo installato in posizione strategica nella piazza principale di Lodi ha aiutato i volenterosi Lions della I circoscrizione, tra cui il presidente Giulio Santagostino e Maria Teresa Piacentini Belloni, membro della “Commissione Raccolta Occhiali Usati”, ad attirare l’attenzione della gente in una giornata dall’atmosfera decisamente autunnale. Si è così rivelata vincente la scelta di considerare la manifestazione come il prolungamento ideale della 6^ Giornata Nazionale dedicata alla raccolta di occhiali usati, un service di facile lettura e, in quanto tale, destinato a fare presa sull’immaginario collettivo.
Molte dunque le persone che hanno consegnato occhiali e che hanno chiesto informazioni, tanto che il segretario della circoscrizione, Giulio Lunni, si è reso disponibile a continuare la raccolta per tutta la settimana presso il proprio negozio di ottica. L’abile dialettica degli improvvisati venditori ha consentito non solo di vendere il riso per la raccolta fondi a favore del service nazionale, ma anche di illustrare il pianeta Lions a chi se ne è mostrato interessato. Si è rivelato dunque notevolmente positivo per la I circoscrizione il bilancio sia della raccolta di occhiali che di riso acquistato, che ha raggiunto la ragguardevole quota di ben 700 chilogrammi complessivi.

Mariassunta Leone


Fotografia

Services e moda per il Lodi Quadrifoglio

Logo Lions Club Per il 15° anno consecutivo il Lodi Quadrifoglio ha organizzato una sfilata di moda al ristorante “Le Gerette” di San Colombano al Lambro allo scopo di raccogliere fondi per finanziare i propri services.
Numerosissimo il pubblico intervenuto la sera del 22 marzo alla presenza di un parterre di autorità di tutto rispetto, ovvero il prefetto di Lodi dott.ssa Peg Strano Materia e l’avv. Pietro Foroni, presidente della provincia, che ha patrocinato la manifestazione.
Nel salutare e ringraziare i presenti la presidente del club Mariuccia Svanini Meroni ha sottolineato l’importanza di agire in sinergia con le istituzioni e di farsi promotori dei principi di buon governo e di buona cittadinanza, finalizzando la propria operatività a quelli che sono tra gli scopi più importanti del lionismo.
Quest’anno il ricavato della sfilata andrà a favore non solo dei services “classici” del club, quali l’Associazione Libro Parlato, la comunità Alfaomega e il Servizio Cani Guida, ma anche delle popolazioni di Haiti e del restauro di beni culturali della parrocchia di Quartiano, un piccolo centro del Lodigiano.
Si è dato quindi il via alla sfilata di capi di abbigliamento e di occhiali dalle firme prestigiose per la felicità di un pubblico a dire il vero non solo femminile, gratificato anche dai numerosi premi messi a disposizione da sponsor generosi ed estratti a sorte a fine serata, degno coronamento di una manifestazione che da sempre sa coniugare solidarietà e piacevole intrattenimento. Del resto è proprio ciò che al Lodi Quadrifoglio riesce ottimamente ed è stato ricordato anche dalla presidente: “Stare insieme divertendoci e facendo del bene è ciò che desideriamo”.

Mariassunta Leone


Fotografia

Per lo Sri Lanka in 100 sul palco

Logo Lions Club Ne hanno dovuti lasciare a casa una trentina, perché il “Nicolini Gospel Choir” è il coro più numeroso d’Italia. Così sul palco dell’Auditorium della Banca Popolare di Lodi sabato 27 febbraio per mancanza di spazio sono saliti “soltanto” in cento, accolti con la disinvoltura di un esperto presentatore da Claudio Grilli, delegato della zona B della I circoscrizione, per dar vita a un concerto a favore del service nazionale: “I Lions contro la fame nel mondo – Sri Lanka: programma alimentare per mamme e figli....un futuro per chi non ce l’ha”.
Prima dello spettacolo Giulio Santagostino, presidente della I circoscrizione che, quale fautrice e organizzatrice dell’evento ha visto ancora una volta collaborare fattivamente tutti gli undici club membri, ha ricordato al numerosissimo pubblico intervenuto che i Lions vanno dove la gente li chiama, dove c’è bisogno di loro, così nel territorio come oltre i confini nazionali. Il II vice-governatore Adriana Cortinovis ha poi illustrato ai presenti il progetto contro la fame nel mondo, che tuttora uccide a una velocità impressionante, spiegando come l’iniziativa si articolerà in collaborazione con i Lions locali, cosa sia il triposha e come si speri di raddoppiare le 500.000 dosi attualmente in distribuzione, affiancando al tutto anche un programma di alfabetizzazione dei bambini in età scolare. Ha infine preso la parola il governatore Renato Sambugaro che, nella sua qualità di responsabile nazionale del service, ha potuto fornire dati e aggiornamenti significativi informando la platea che sono stati acquistati sei macchinari per un importo totale di 300.000 dollari e che il livello di operatività raggiunto è già pari all’80%.
Quindi si è dato spazio alla musica travolgente del “Nicolini Gospel Choir”, il primo coro “Gospel” istituito e convenzionato all’interno di un Conservatorio di musica statale, ovvero il “Giuseppe Nicolini” di Piacenza da cui ha preso il nome, ma anche l’unico coro “Gospel” che possa fregiarsi del logo UNICEF, dal quale è riconosciuto e patrocinato grazie alle numerose iniziative, non solo musicali, di cui è promotore a favore dei bambini.
Il pubblico ne ha così potuto gustare l’eleganza e l’ottima vocalità, ma anche la scelta di brani non soltanto classici bensì provenienti dalla musica Pop e dall’Acid Jazz.
Alla fine però non poteva mancare il brano più conosciuto al mondo, “Oh Happy Day”, con il quale il coro ha concluso l’ottima performance reclutando sul palco uno sconosciuto ma assai volenteroso corista: il governatore Renato Sambugaro.
Che dire di più? L’evento ha rappresentato un’ottima occasione per far conoscere ai tantissimi presenti come opera il Lions ma anche...lo spirito del nostro officer.

Mariassunta Leone


Fotografia

Leo e Lions uniti per giocare una carta vincente

Logo Lions Club Ormai è una tradizione quella della collaborazione fruttuosa fra il Leo Club Lodi Barbarossa e il Lions Club Lodi Quadrifoglio che organizzano, presso il Circolo di Lettura Ricreazione e del Bridge, l’annuale Torneo di Burraco svoltosi il 4 Febbraio scorso. Appuntamento che è arrivato quest’ anno alla sua sesta edizione senza che venisse meno il successo: una trentina di tavoli hanno accolto quasi sessanta coppie, ormai consolidate dal tempo o assortite appositamente per l’occasione, di giocatori di ogni età, pronte a sfidarsi in una competizione divertente che lascia spazio a chi è più e a chi è meno abile nel gioco del Burraco.
Diverse partite si sono succedute, le carte a riempire i tavoli coperti dal tappeto verde, punteggi da sommare e da sottrarre, un buffet a ristorare vinti e vincitori, ed una premiazione che ha consegnato ai migliori il riconoscimento dovuto: il mix perfetto per una serata di divertimento da trascorrere in compagnia per finanziare con il proprio divertimento un’associazione meritevole. L’intero ricavato della manifestazione quest’anno è stato devoluto dai Club organizzatori all’Associazione Lodigiana Amici di Oncologia che si propone di aiutare le persone colpite da patologie tumorali e sostenerle nell’affrontare i gravi disagi psico-fisici che queste comportano, finanziando in particolare il servizio di un pullmino che trasporta i malati presso le strutture idonee per effettuare le terapie necessarie.
Leo, Lions, amici e frequentatori abituali del Circolo del Bridge, hanno dato vita ancora una volta ad una manifestazione di successo per chi ha vissuto l’esperienza e per l’ALAO che riceverà, per i suoi progetti, i fondi raccolti in quest’occasione.

Elisa Bruschi


Fotografia

Il Lodi Quadrifoglio festeggia 22 anni di attività con il Maestro Dante Vanelli

Logo Lions Club Giovedì 28 gennaio presso il ristorante “Isola Caprera” si è svolta la Charter Night del Lions club Lodi Quadrifoglio.
Il sodalizio lodigiano ha infatti festeggiato ventidue anni di attività, nel corso dei quali ha saputo farsi conoscere e apprezzare grazie agli interventi mirati nel territorio e alla costante partecipazione alle iniziative di più ampio respiro promosse a livello mondiale dal Lions International.
Nel porgere il saluto ai presenti la Presidente Mariuccia Svanini Meroni ha sottolineato come saper ascoltare, osservare e riflettere sia la base per individuare i progetti da realizzare ponendosi al servizio della comunità. “Siamo lions innanzitutto con il cuore”, ha concluso l’officer, introducendo l’ospite della serata, il Maestro Dante Vanelli.
Con la consueta maestria il noto musicista ha eseguito i brani di sua composizione intitolati “Introspezione”, “Colloquio”, “Nuovo Barocco” e “Concerto Villa Carlotta”, riscuotendo grande apprezzamento dal pubblico.
Del Maestro Vanelli, che vanta un curriculum ricchissimo, la Filarmonica di Costanza eseguirà in autunno proprio il “Concerto per pianoforte e orchestra Villa Carlotta”, a ulteriore testimonianza del valore delle capacità compositive dell’artista lodigiano.
Alla fine della serata il musicista ha voluto sottolineare appunto la differenza tra chi è mero esecutore di opere altrui e chi, come lui, sceglie la ben più difficile strada della composizione.
Nonostante l’eccellente votazione riportata all’epoca degli studi, 10 e lode in “tocco” con i complimenti del suo Maestro Marcello Abbado, Vanelli ha infatti preferito coltivare il proprio estro e ha avuto la soddisfazione di veder eseguire anche a livello internazionale i brani di sua creazione, oltre ad essere stato insignito del premio “Giuseppina Strepponi”. Quanto mai significativa la frase con cui ha voluto congedarsi: “La mia vita è il pianoforte; le emozioni che mi dà le restituisco al pubblico”.
La consegna di riconoscimenti alle socie più attive e la classica foto di gruppo hanno concluso una serata ricca di gioiosa armonia, grazie anche al fascino della musica di Dante Vanelli.

Mariassunta Leone


Fotografia

Festa degli augri “LC Lodi Qudrifoglio”

Logo Lions Club Il gruppo di zampognari "La Pedra", che ha allietato la festa degli auguri del Lodi Quadrifoglio. I presenti sono stati coinvolti nei classici canti natalizi e si è creata un'atmosfera del tutto particolare nel ricordo di tradizioni e Natali lontani.


Fotografia

La I Circoscrizione in visita al Vescovo di Lodi

Logo Lions Club “Auspico che il dialogo si accompagni sempre al rispetto dell’altro affinché tutti si sentano accolti” queste le parole con cui Monsignor Giuseppe Merisi ha esordito nel salutare i Lions della I Circoscrizione, guidati dal Presidente Giulio Santagostino, durante l’incontro svoltosi sabato 12 dicembre.
Nel sottolineare l’univocità di valori che accomuna l’operato della Chiesa a quello dei Lions il Presidente Santagostino ha presentato a Monsignor Vescovo uno per uno gli Officers dei club lodigiani e il Delegato della Zona A Giuseppe Rossi, ricordando che ormai da anni si è creata la piacevole consuetudine di ritrovarsi per lo scambio degli auguri.
Con pacatezza l’alto prelato ha evidenziato come nell’attuale contesto di pluralità di fedi religiose il rispetto della libertà altrui non comporti l’obbligo di dare ragione a tutti, ma consente di esprimere le proprie idee con serenità, in un confronto civile da cui non possiamo che essere avvantaggiati, perché anche chi non crede anela alla verità. I valori dell’amicizia e della solidarietà che i Lions costantemente promuovono nelle loro iniziative aiutano nella ricerca della riconciliazione e il clima del Natale ne è valido suggello. Spesso si confonde la legge naturale con il diritto positivo, ma è solo grazie alla prima che riusciamo a cogliere nel profondo del cuore quegli elementi che accomunano tutti gli esseri umani.
Una preghiera e una foto di gruppo hanno suggellato l’incontro.

Mariassunta Leone


Fotografia

Al Lodi Quadrifoglio un meeting "prezioso"

Logo Lions Club Un meeting “prezioso” quello organizzato dal Lions Club Lodi Quadrifoglio il 12 novembre, sia per
l’argomento che per la relatrice, la dott.ssa Margherita Superchi per anni Direttore Generale e Responsabile Scientifico del CISGEM (Centro informazioni e servizi gemmologici), nonché Presidente della Commissione Materiali Gemmologici dell’ IMA e membro della International Gemmological Conference. “Sono fortunata perché mi piace quello che faccio, considero il mio lavoro un hobby”, così ha esordito la dott. Superchi nell’ introdurre il tema della serata: “Gemme tra tesori milanesi e collezioni padovane: dal sacro al profano”. Potrebbe sembrare un settore frivolo, ma l’analisi dei materiali gemmologici si sviluppa in diversi ambiti; comporta infatti non solo lavorare sulle caratteristiche specifiche delle gemme, ma occuparsi anche delle nomenclature ed interessarsi delle normative vigenti in ambito nazionale ed internazionale. Da alcuni anni inoltre anche l’aspetto etico occupa uno spazio notevole nella gemmologia, nell’intento di promuovere la tutela del personale delle miniere e dei lavoratori che si occupano del taglio delle pietre (in India, ad esempio, intere famiglie compreso i bambini tagliano pietre tutto il giorno), problematica questa per la quale occorre muoversi con estrema cautela ed attenzione.
Lo studio dei materiali gemmologici si occupa anche dei beni culturali e la dott. Superchi con esperti del CISGEM ha analizzato “in loco”, con metodi non distruttivi, le gemme del Tesoro del Duomo e di altre chiese milanesi. La sua descrizione minuziosa ed avvincente è supportata da video proiezioni che mostrano preziose suppellettili sacre di varie epoche.
Scorrono così le immagini di antichi cimeli quale, tra i più importanti, l’Evangeliario di fattura ravennate del 5° sec., detto “dittico delle cinque parti” perché composto da due valve ciascuna con cinque lamelle di avorio lavorate a bassorilievo e decorate con gemme; l’ Evangeliario di Ariberto d’ Intimiano del secolo 9° e la “croce di Chiaravalle” che risale all’ 8° secolo.
E’ proprio una carrellata di splendori dal medioevo al ‘900. Nei pezzi più antichi non è dato rinvenire rubini, mentre gli smeraldi, non tagliati, si presentano nella forma originale di prismi esagonali, come venivano trovati in miniera; le altre pietre sono invece arrotondate in forma cabochon come le avevano plasmate le acque dei fiumi da cui venivano raccolte.
Nel Tesoro del Duomo si trovano anche: il prezioso “Ostensorio Castiglioni” del 16° sec; la “Pace di Pio IV”, dello stesso secolo e opera del medaglista Leone Leoni, i cui diamanti, tagliati a tavola, testimoniano uno dei primissimi tagli di diamante; il “calice Airoldi”, realizzato a Trapani nella seconda metà del 17° secolo, per lo più di corallo, e infine la stola donata dai Siriani a Papa Leone XIII nel 1887.
La relatrice prende poi in esame il famoso “altare di Volvino”, opera che risale al 1° secolo e contiene ben 4379 grosse gemme delle specie più disparate, dagli zaffiri ai granati, dalle ametiste ai turchesi agli smeraldi. La parte anteriore dell’altare è in lamina d’oro, mentre la parte posteriore è in argento ed è stata eseguita personalmente dal maestro per illustrare a vita di S. Ambrogio.
L‘ospite passa quindi con disinvoltura dal sacro al profano per illustrare la collezione che si può ammirare nel museo civico di Padova e che è appartenuta al matematico Leone Trieste, appassionato raccoglitore di gemme. Sono i gioielli di un dandy del 19° secolo: bottoni, zaffiri diamanti, perle che hanno suscitato l’ammirazione di tutti e... “peccati di desiderio” nel pubblico femminile.
Le numerose domande poste alla fine dai presenti e alle quali la relatrice ha risposto amabilmente hanno dimostrato il successo della serata all’insegna dell’arte e del bello.

Ambrogy Perucca


Fotografia

5 in condotta alla scuola italiana

Logo Lions Club Hanno fatto il bis tutti i club della I circoscrizione organizzando venerdì 20 novembre presso le Gerette di San Colombano al Lambro il secondo intermeeting dell’anno, dedicato alla difficile situazione della nostra scuola, a ulteriore dimostrazione che questi incontri hanno la valenza di veri e propri services d’opinione perché, come ha sottolineato il presidente Giulio Santagostino, fanno della circoscrizione il luogo non solo virtuale in cui affrontare e discutere in modo serio le problematiche più scottanti, quali di certo sono quelle riguardanti l’amata-odiata scuola.
A trattare il tema è stato chiamato il Dott. Mario Giordano, già direttore de “Il Giornale” e attualmente direttore di “Studio aperto”, il TG di Italia 1, autore di un libro intitolato “5 in condotta: un viaggio senza reticenze dentro la scuola italiana”, dedicato appunto all’emergenza educativa della nostra scuola e scritto con l’intento specifico di tenere desta l’attenzione facendone oggetto di continuo dibattito.
Dopo aver esordito scherzando sulla propria voce (“in Italia siamo io e la Iervolino ad averla così”) ha suscitato l’ilarità dei presenti citando alcune castronerie degli studenti, ma anche di colleghi giornalisti; ecco allora che il Guatemala diventa una salsa, Marx una barretta di cioccolato, il prodromo una pista di Monza, carpe diem significa “oggi pesce”, la foto di Jarno Trulli viene pubblicata con accanto quella di Alberobello e gli studenti, recita un titolo, “vanno spesso in kilt”.
Al di là delle battute resta il dato preoccupante evidenziato dall’OCSE di Pisa, secondo cui l’Italia nella preparazione scientifica occupa il 36° posto su un totale di 57, il che significa che siamo indietro di ben quattro lunghezze persino rispetto all’Azerbaigian. Nonostante le evidenti lacune formative siamo passati dal 28% di bocciati degli anni 50 al 3% di oggi, ma al sud, per esempio in Sicilia, la percentuale scende addirittura all’1,3% mentre le votazioni sono le più alte del Paese.
In compenso si spendono 56 milioni all’anno per pagare 36.000 consulenti esterni, tra i quali anche attori che portano i loro spettacoli all’interno delle scuole, il 97% del bilancio della Pubblica Istruzione è destinato agli stipendi degli insegnanti, il cui numero è il più alto al mondo, e la scuola è diventata un’area di occupazione garantita ovvero di lavori socialmente utili.
Mancano disciplina e metodo, gli obiettivi perseguiti si riducono sempre di più in un generale appiattimento e il corpo insegnante, cui di certo mancano gratificazioni e remunerazioni adeguate, è colpevole d’aver accettato questa situazione. Così restano favoriti i meno meritevoli e sono sempre più demotivati i tanti che svolgono il loro lavoro con dedizione e professionalità. Vi è anche da rilevare che gli insegnanti vengono troppo spesso lasciati soli di fronte a genitori agguerriti e pronti a rivestire il ruolo di sindacalisti dei propri figli (si veda l’aumento indiscriminato dei ricorsi al TAR).
Secondo Giordano la scuola italiana è troppo ideologizzata, come si evince dalla lettura di alcuni libri di testo, ma anche oppressa dalla burocrazia, visto che sulle scrivanie dei Presidi giungono ben 400 circolari all’anno, mentre 20.000 scuole sono a rischio con una percentuale del 36% di impianti non a norma.
E’ dunque un problema del Paese che non investe sui giovani e quindi sul proprio futuro.
La riforma Gelmini va nella direzione giusta ma occorre anche puntare sulla formazione e maturare la consapevolezza della necessità del cambiamento: “il mio libro - ha concluso l’oratore - vuole essere una sirena d’allarme”.
Un plauso alla relazione di Giordano è stato espresso dal Prefetto di Lodi Dott.ssa Peg Strano Materia, dal Presidente della Provincia Pietro Foroni e dal II° Vice – Governatore Adriana Cortinovis, mentre il I° Vice – Governatore Franco Rasi ha sottolineato che i Lions hanno grande rispetto e interesse per il mondo della scuola, concludendo con una “tiratina d’orecchi” all’illustre giornalista: “se solo voi parlaste e scriveste di noi un po’ di più...”.

Mariassunta Leone

Fotografia


Fotografia

La I Circoscrizione in visita al Prefetto di Lodi

Logo Lions Club Accolti con il calore e la simpatia che un’esperta padrona di casa sa riservare ai propri ospiti, i presidenti dei club della I Circoscrizione hanno illustrato i services programmati con dovizia di particolari, catturando l’attenzione del Prefetto di Lodi Dott.ssa Peg Strano Materia e riscuotendone piena approvazione.
Il presidente della I Circoscrizione Giulio Santagostino ha sottolineato il clima di armonia che regna fra i club, testimoniata dalla partecipazione corale alla serata di apertura dell’anno sociale e dalla collaborazione offerta per la realizzazione del “Progetto di sicurezza Stradale”, proposto per il terzo anno consecutivo a beneficio degli studenti delle scuole superiori. A questo proposito è stato evidenziato l’apporto dato dai Leo del Lodi Barbarossa, la cui presidente Paola Scorletti ha spiegato come quest’anno si vorrebbero installare all’uscita delle discoteche vere e proprie postazioni di controllo presidiate dagli stessi Leo. Il Prefetto si è detta entusiasta dell’iniziativa e ha proposto di coinvolgere la Polizia Stradale e l’ASL, ricordando simpaticamente di essere socia onoraria del Leo Messina Host ed esprimendo l’opinione che questi progetti sono caratterizzati da un sano pragmatismo, l’unico che consenta di mantenere il contatto con le realtà e i bisogni del territorio, senza spreco di energie e inutili duplicazioni di iniziative spesso destinate a restare mere dichiarazioni d’intenti.
Si è detto strenuo fautore dell’operatività anche il governatore Renato Sambugaro, che ha ricordato l’impegno del Multidistretto a favore dell’Abruzzo e, in particolare, la creazione a Navelli di una struttura socio-sanitaria destinata a servire un bacino d’utenza di circa 15.000 persone. Ha poi colto lo spunto dai complimenti ricevuti dal Prefetto per il bellissimo motto scelto per il suo anno, “Se puoi sognarlo puoi farlo”, ed ha citato una frase altrettanto significativa: “Ci sono tre categorie di uomini: quelli che passano tutta la giornata a sognare; quelli che la passano solo a lavorare e quelli che passano un’ora a sognare, ma dedicano la restante parte della giornata a lavorare per realizzare quello che hanno sognato”.

Mariassunta Leone


Fotografia

Concerto d’autunno

Logo Lions Club Antiche canzoni napoletane e celeberrime romanze tratte da opere di Puccini e dalle operette più famose di Lehar hanno incantato il pubblico intervenuto domenica 18 ottobre al Concerto d’autunno organizzato dal Lodi Quadrifoglio presso l’Auditorium di Mulazzano.
“Quando me n’vò”, “O mio babbino caro”, “Dicitencello vuje”, “Mandolinata a Napule”, questi i titoli di alcuni degli splendidi brani interpretati magistralmente dalla soprano Gemma Lauropoli che, accompagnata dal maestro Nelio Pavesi, ha saputo emozionare i presenti grazie di certo ad una lunga esperienza professionale che l’ha portata ad essere diretta da illustri direttori d’orchestra quali Riccardo Muti e Aldo Ceccato, ma anche alla passione da napoletana “verace” trasfusa nel suo canto.
Il ricavato del concerto è stato destinato a finanziare importanti interventi di ristrutturazione nella parrocchia di Quartiano, uno dei service programmati per l’anno sociale in corso dalla presidente del Lodi Quadrifoglio Mariuccia Svanini Meroni.

Mariassunta Leone


Fotografia

La sfida degli agricoltori lombardi contro la fame in Africa

Logo Lions Club “Liberare il mondo dalla fame è un sogno e una sfida”; con queste parole la presidente del Lodi Quadrifoglio Mariuccia Svanini Meroni ha introdotto il Dott. Mario Vigo, ospite del meeting di apertura svoltasi l’8 ottobre presso il ristorante Isola Caprera di Lodi e intitolata “Una sfida alla fame: il progetto del Consorzio Latte Milano e di Confagricoltura sulle stalle lombarde in Africa”.
Nel ricordare che i Lions italiani sono in prima fila nella lotta contro i problemi alimentari mondiali grazie al Service Nazionale, l’officer ha poi dato la parola al relatore, Presidente di Confagricoltura di Milano e Lodi e Vice-Presidente di Confagricoltura Nazionale, che si è innanzitutto complimentato con il club per aver proposto in apertura di serata l’inno di Mameli, il cui ascolto non manca mai di commuoverlo e di riempirlo di orgoglio. Prima di passare ad illustrare il progetto a favore dell’Africa, Vigo ha voluto tracciare un quadro drammaticamente realistico dello stato dell’agricoltura italiana, giunta “quasi al capolinea”, nonostante si distingua nel mondo per la qualità dei suoi prodotti. Ma, paradossalmente, proprio qui sta il problema: in Italia la produzione agricola ha costi più elevati rispetto a quelli praticati per esempio nell’Est Europa, dovuti anche alla serietà dei controlli e alla tutela della qualità. Nella totale mancanza di regolamentazione dei mercati l’arrivo massiccio di latte dalla Romania o di mais dall’Ucraina, entrambi ben al di sotto dei nostri standard qualitativi, ha costretto gli agricoltori italiani ad abbassare sempre più i prezzi, senza che ciò sia servito a vincere la concorrenza e con l’unico risultato di ridurne moltissimi ai limiti della sopravvivenza. “E’ di queste ore la bocciatura dell’obbligo di etichettatura dei prodotti” ha aggiunto con amarezza il Dott. Vigo, ritenuto invece un rimedio di fondamentale importanza. Solo così infatti il consumatore, al quale è vivamente consigliato di “comprare italiano”, può sapere da dove giungono i prodotti che acquista e salvaguardare ad un tempo la propria salute e la nostra agricoltura. Anche la grande distribuzione ha gravi responsabilità, proprio perché sceglie ciò che costa meno e spesso propone alimenti di scarsa qualità. Il problema, accentuato dalla presenza di ben 109 ipermercati in Lombardia, per parlare solo della nostra regione, si potrebbe risolvere concedendo nuove licenze a condizione che vengano privilegiati i prodotti italiani. A remare contro sono anche la classe politica e lobby agguerrite che hanno tutto l’interesse a non accorciare la filiera. Il relatore si è detto però fiducioso che Expo 2015 possa rappresentare una grande occasione per l’agricoltura italiana e una grande vetrina per i nostri prodotti, vista la previsione di ben trenta milioni di visitatori e visto anche il tema prescelto per l’evento: “Nutrire il pianeta”.
Proprio la sensibilità verso questo argomento ha portato la Confagricoltura di Milano e di Lodi, in collaborazione con il Consorzio Latte Milano e con la nota industria Tetrapak, a esportare in Costa d’Avorio, Sudan e Senegal l’esperienza produttiva delle stalle lombarde, impiantando piccole centrali del latte e piccole aziende agricole con lo scopo di avviare nelle popolazioni locali un importante processo di acquisizione di capacità imprenditoriale e di autonomia produttiva. Secondo una ricerca condotta dalla FAO da qui al 2050 l’incremento della popolazione mondiale renderà indispensabile aumentare la produzione agricola ben del settanta per cento. Di fronte a un dato così impressionante occorrerà rivedere l’ostilità, frutto di pregiudizi ideologici, nei confronti degli OGM. Nel difenderli a spada tratta il relatore non ha esitato a definire vergognoso che in Italia non sia concessa neppure la possibilità di fare sperimentazione in questo campo. Ci si potrebbe chiedere se sia riuscito a convincere i presenti: ma questa è un’altra storia e, forse, un altro meeting.

Mariassunta Leone


Fotografia

Il giornalismo come contropotere

Logo Lions Club Il pubblico delle grandi occasioni ha accolto con entusiasmo il Dott. Roberto Arditti, uno degli autori storici della trasmissione di Vespa “Porta a Porta” e oggi direttore de “Il Tempo” di Roma, ospite all’intermeeting di apertura svoltosi il 24 settembre presso il ristorante “Le Gerette” di San Colombano al Lambro, che ha visto coinvolti per la prima volta tutti i club della I Circoscrizione, con grande soddisfazione del suo Presidente Giulio Santagostino, affiancato dai Delegati di Zona Giuseppe Rossi e Claudio Grilli.
“Un sogno che si è realizzato” ha esordito l’Officer, perché, ha aggiunto citando il motto del Governatore Sambugaro, “se puoi sognarlo, puoi farlo”. Si è trattato infatti di un evento fortemente voluto per promuovere ancor più quello spirito collaborativo che contraddistingue già da qualche anno l’attività della I Circoscrizione, testimoniato dalla presenza alla serata di tutti i Presidenti di club e di tantissimi soci.
Anche Mariuccia Meroni, Presidente del Lodi Quadrifoglio cui toccava l’organizzazione della serata, ha espresso orgoglio e gratitudine per la risposta corale data dai Lions del Lodigiano, vera esaltazione dello “stare insieme”.
Proprio da questo concetto ha preso spunto l’oratore nel trattare il tema dell’intermeeting, intitolato “Una vita da giornalista: un lodigiano nel mondo dei media”.
Arditti ha infatti rilevato come il concetto del “fare le cose insieme” si sia sgretolato sotto i colpi di una combattività esasperata che vede contrapposti in una lotta senza esclusione di colpi, anche i più bassi, il mondo della politica, quello dell’economia e quello dell’informazione. Ma il giornalismo, che è e deve restare un contropotere, ha l’obbligo di mantenere una linea dura proprio contro politica ed economia per riacquistare un’indispensabile autonomia nei confronti del battagliare scomposto che caratterizza le “campagne contro il nemico” di cui si occupano ormai quotidianamente le cronache. Purtroppo non è un caso se anche i direttori dei giornali litigano fra di loro con toni fino a qualche tempo fa impensabili. Certo fare il giornalista resta un mestiere bellissimo, ma che ha perso parte del suo fascino perché tra lui e la realtà c’è lo schermo del computer; sono lontani i tempi dei reporter alla Montanelli e quand’anche l’inviato speciale si ritrova direttamente sul campo, come è successo ad Arditti in un viaggio a Kabul, può capitargli di vedere il mondo solo attraverso le feritoie di un blindato, senza che sia possibile un vero contatto con la gente.
Grande resta tuttavia la capacità di influenzare il pubblico, che però è meno sprovveduto di quanto si pensi. La riprova è data dall’alternanza al Governo in questi ultimi anni tra i due opposti schieramenti politici, con buona pace di chi vede in Berlusconi il manipolatore per eccellenza delle menti degli italiani. I quali, nonostante la gravità dell’attuale crisi, si mostrano più saggi di chi sta ai vertici del mondo politico, economico e culturale. L’oratore ha sottolineato come non ci sia tensione sociale e manchino quei fenomeni di terrorismo che hanno caratterizzato gli anni di piombo: il tessuto sociale regge nonostante sobrietà e pacatezza sembrino far parte del passato.
Ai cosiddetti vertici Arditti ha suggerito dosi massicce di “leggerezza” e un po’ di sano provincialismo. Nel ricordare con orgoglio la sua lodigianità ha infatti sottolineato come nella provincia, intesa come microcosmo, sia più facile confrontarsi, sentirsi uniti per un progetto comune e quindi coltivare la speranza di poter fare qualcosa insieme. L’ospite poi ha citato come esempio di sterile polemica le recenti discussioni sull’insegnamento del dialetto e, pur prendendone le distanze, ha evidenziato che il dovere della memoria e il recupero della propria identità sono valori imprescindibili di ogni comunità che voglia dirsi civile, valori di cui il dialetto fa parte a buon diritto.
Nel proporsi equilibrato testimone super partes del mondo dei media Arditti ha voluto infine far riferimento a un bellissimo concetto espresso da Papa Benedetto XVI nell’enciclica “Caritas in veritate”: l’importanza della gratuità intesa come alternativa all’economia del solo profitto, degna di essere valutata quale autentica categoria economica.
Dopo il saluto del Presidente della Provincia di Lodi, Pietro Foroni, il Governatore Sambugaro ha suggellato la serata, che ha definito magica, sottolineando come la gratuità contraddistingua da sempre l’operato dei Lions. Nel motto “We serve”, ha concluso, c’è la più bella esaltazione del pluralismo e la più profonda negazione dell’individualismo egoistico.

Mariassunta Leone



Tornate alla Home Page
Tornate all'Home Page