Lions Club Lodi Torrione
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Giornata regionale della Sicurezza stradale
Durante la 1^ Giornata Regionale della Sicurezza stradale, tenutasi a Milano, nella sala dei 500, in Palazzo Lombardia, alla presenza di Roberto Formigoni, Presidente di Regione Lombardia e di Romano La Russa, Assessore alla Protezione civile, Polizia locale e Sicurezza di Regione Lombardia, si è tenuto un importante convegno, finalizzato ad identificare il problema della sicurezza stradale, che si inquadra nell’ottica della cittadinanza umanitaria attiva.
Posto che “gli incidenti non sono quasi mai una fatalità”, ha affermato Antonio Lentini, Dirigente Statistica e Osservatori di Eupolis Lombardia, sono necessarie azioni concrete di contrasto alla violazione delle norme di comportamento, non sulla base esclusiva della repressione, ma sulla messa in campo di tante unità operative, che creino un forte senso civico.
I comportamenti anomali determinano numerosi incidenti: ecco perché è fondamentale l’azione costante ed incisiva di famiglia, istituzioni e scuola, al fine di evidenziare il rispetto delle regole e di informare sulle conseguenze spesso fatali dovute a distrazione, eccesso di velocità, o uso improprio di telefonini e computer mentre si è alla guida.
Durante questo interessante incontro formativo, le Autorità presenti hanno premato coloro che si sono distinti per l’opera di progettualità e sensibilizzazione al problema della sicurezza stradale.
Uno dei premi più ambiti è andato all’Assessore Provinciale di Lodi, Nancy Capezzera, per il notevole contributo offerto dalla 1^ Circoscrizione del nostro Distretto alla diffusione dei principi di buona educazione stradale. L’Assessore era accompagnato dai due Presidenti di Zona, Massimo Canti e Margherita Muzzi e dal Governatore Adriana Cortinovis Sangiovanni, che ha espresso la sua grande soddisfazione per l’esempio di cittadinanza attiva e consapevole offerto da questa Circoscrizione, in sinergia con le Istituzioni.
L’intensa mattinata si è conclusa con lo spettacolo teatrale “Raccolti per strada”, a cura del Teatro Prova di Bergamo: una performance di grande suggestione, alieno dal registro cruento, che ha tuttavia raggiunto i presenti, in gran parte giovani, attraverso il racconto di esperienze tragiche, che mirano ad offrire un messaggio necessario ed essenziale ad operare scelte a salvaguardia della vita.
Massimo Canti e Margherita Muzzi
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Un chirurgo in Afghanistan: esperienze nell’inferno
“Esperienze chirurgiche e di vita in Afghanistan”. Questo è l’interessante tema, trattato con passione e con l’aiuto di belle immagini, dal professor Sandro Contini, gradito ospite del Lions Club Lodi Torrione.
Piacentino di origine, il prof. Contini, dopo la specializzazione in chirurgia generale a Parma e poi a Milano in angiologia e chirurgia vascolare e in endoscopia digestiva ha lavorato in importanti strutture quali il King’s College Hospital di Londra e il New Addenbrooke's Hospital a Cambridge.
Attualmente docente di chirurgia generale e terapia chirurgica presso l’Università di Parma, a partire dal 2004 il prof. Contini ha arricchito la sua già grande esperienza professionale ed umana iniziando una collaborazione con Emergency in paesi che sono teatro di guerra. La prima missione in Sierra Leone e successivamente, per oltre 18 mesi, in Afghanistan nei tre ospedali che l’Ong italiana ha aperto presso Anabah, nella valle del Panshir, a Kabul e a Lashkar-gah nel sud del paese. Per la Croce Rossa Internazionale, il prof. Contini è stato in missione in Pakistan, in Mozambico, in Mongolia, Madagascar, Sudan. E’, inoltre, consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre che coordinatore del progetto del Ministero degli Esteri italiano “Dottori per l’Africa”. La prossima missione: in Africa con “Medici senza frontiere”.
“Lavorare in paesi che sono o sono stati teatro di guerra è un’esperienza che mi ha lasciato un forte segno - afferma Contini - e ha cambiato per sempre il mio modo di vedere le cose. Quando sono arrivato per la prima volta in Sierra Leone, uno dei paesi più poveri, ho pensato tra me e me: ‘Ma dove sono capitato? Quando poi sono tornato in Italia mi sono chiesto con ancor più sgomento: ‘Ma in che posto sono ritornato?’ E ho capito che non avrei più potuto fare finta di niente”.
Molti i viaggi dal 2004 ad oggi e tra questi, il periodo in Afghanistan ha lasciato in Contini un ricordo particolarmente intenso.
Terra di contrasti, l’Afghanistan, dove vive una popolazione povera ma dignitosa. Terra di montagne e di paesaggi mozzafiato, l’Afghanistan, ma anche terra brulla, desertica. Rari gli spazi verdi e gli alberi in questa nazione ricca di pietre e polvere dove estati torride si succedono ad inverni gelidi (-25 °C a Kabul). Scenario di guerra da troppo tempo l’Afghanistan, con evidenti ferite drammaticamente aperte nel tessuto del paese. In una terra dalle difficili dinamiche interne, la presenza di mine antiuomo, eredità crudele dell’invasione russa, appare quasi “normale”. Le forti precipitazioni sgretolano il terreno e fanno rotolare le mine sempre più vicine ai centri abitati, sempre in grado di esplodere, di uccidere o di lasciare orrende mutilazioni nelle persone colpite. Terra di eroi, l’Afghanistan: nella stretta valle del Panshir vive immutato il mito di Massud, figura leggendaria e carismatica, instancabile oppositore di russi e talebani, tragicamente scomparso nel 2001. Terra di povertà estrema, l’Afghanistan, con case fatte di terra, strade devastate dalle piogge, rari posti di primo soccorso (FAP) inevitabilmente distanti ore di cammino dai villaggi. Nazione di grandi differenze etniche, l’Afghanistan, quasi una sorta di intricata matassa di popolazioni tra loro molto diverse che si sono via via stratificate nei secoli in un’area di importanza strategica per gli scambi tra oriente e occidente. Terra di miracoli, l’Afghanistan dove ogni giorno gli ospedali di Emergency rinnovano il loro impegno verso la popolazione civile troppo spesso coinvolta in attentati o vicende di guerra. Ed ancora terra di persone straordinarie dove volontari come l’italiano Alberto Cairo lavorano senza tregua per restituire una esistenza degna di questo nome a chi ha vissuto sul proprio corpo la devastazione della guerra.
Il tasso di mortalità qui e in molti altri paesi poveri rimane altissimo ma, contrariamente a quanto si possa pensare, la guerra non ne è la causa principale. A partire dal 2000, ricorda Contini, l’80% della popolazione mondiale vive nei paesi in via di sviluppo dove la principale causa di morte sono malattie banali altrove facilmente curabili. Limitato l’interesse dei grandi gruppi farmaceutici ad investire nella ricerca di rimedi alle malattie tropicali. Scarse le strutture ospedaliere e in numero assolutamente insufficiente il personale sanitario. “ I pochi medici preparati e con esperienza difficilmente accettano di lasciare le capitali, dove guadagnano di più, per andare a prestare la loro opera nelle province povere e disastrate”. Di qui l’evidente necessità di formazione da attuare sul posto, insegnando ai medici del luogo in modo da renderli autonomi e autosufficienti. “Perché con tutta la buona volontà dei medici e dei chirurghi che si offrono volontari, le missioni di Emergency o delle altre Ong non potranno mai coprire il fabbisogno di questi posti”.
La serata si avvia alla conclusione. Le ultime immagini scorrono veloci, raccontando la storia di un mondo distante, abitato da persone che vivono in uno stato di grande disagio. Difficile dimenticare gli occhi di alcuni primi piani, difficile dimenticare le parole del prof. Contini.
Luisa Zanelli
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Tumori al fegato? Li distrugge il calore
Una relazione breve, chiara, priva di terminologia eccessivamente tecnica e quindi comprensibile anche ai non addetti ai lavori, quella proposta ai soci del Lions Club Lodi Torrione dal professor Sandro Rossi, responsabile dell’unità operativa di Epatologia ed Ecografia presso il Policlinico San Matteo di Pavia: la termoablazione dei tumori.
La termoablazione dei tumori, la terapia chirurgica ideata e perfezionata dal professor Rossi, che è anche professore presso la Scuola di specializzazione di Gastroenterologia e Radiologia dell’Università di Pavia, è riconosciuta dal mondo scientifico internazionale e consiste sostanzialmente nella distruzione del tessuto neoplastico per mezzo del calore.
Il principio fisico alla base di tale trattamento è l’effetto proteolitico del calore: a determinate temperature le proteine del tessuto neoplastico subiscono una lisi, cioè vengono distrutte. Con uno speciale ago infisso dall’esterno, si raggiunge la neoformazione maligna e, mediante energia elettromagnetica, si raggiunge una temperatura di 100-120° centigradi idonea a distruggere le cellule maligne, senza danneggiare il tessuto circostante sano.
Tale trattamento non comporta rischio e può essere ripetuto in caso di recidiva, oltre che esteso a più di una massa neoplastica nello stesso organo. Il trattamento inoltre è indolore: è sufficiente un’anestesia locale nella zona di infissione dell’ago.
La casistica del professor Rossi supera l’80% di risultati positivi. Il campo di applicazione è limitato alle neoplasie epatiche, renali e polmonari. Si può concludere, con motivato ottimismo, che il futuro è aperto a una sempre nuova speranza a beneficio della nostra salute.
Sandro Gasparini
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Le nuove tecnologie digitali
Proprio mentre il mondo piangeva la scomparsa prematura del fondatore della Apple Steve Jobs, “l’uomo che ha inventato il futuro”, il Presidente del Lodi Torrione Renzo Tansini ci ha consentito di ascoltare, rapiti, l’esposizione diretta e brillante del dottor Raffaele Rialdi sul tema, sempre abbastanza criptico per i non addetti ai lavori, delle nuove tecnologie digitali.
Il dottor Rialdi, quarantacinquenne genovese, è un’autentica personalità nel campo della tecnologia informatica e delle applicazioni software. Prova ne sia il fatto che dal 2003 (per otto anni consecutivi!) è stato insignito da parte della Microsoft dell’MVP (Most Vauable Professional), uno dei riconoscimenti più prestigiosi concessi dalla celeberrima software house americana.
Certo il suo entusiasmo trascinante e la sua breve esposizione non ha consentito ai numerosi soci e ospiti presenti di mettersi immediatamente a surfare in internet o a chattare su Twitter, ma tutti hanno sicuramente compreso come la padronanza di queste nuove tecnologia ha un impatto positivo sulle nostre abitudini e sul nostro stile di vita.
Come è stato illustrato, la tecnologia è un mix tra estetica, facilità d’uso, dimensioni ridotte, necessità e “magic”. Quest’ultima variabile da intendersi come la curiosità e il fascino della novità. La velocità del cambiamento e dell’evoluzione tecnologica, unita anche ad una considerevole riduzione dei costi, stanno modificando in meglio la nostra vita quotidiana a casa e nei luoghi di lavoro fornendoci supporti e possibilità mai viste prima.
Illuminante è stato l’esempio dell’uso del telefono nei confronti delle community (Facebook, Twitter). Il telefono presuppone che due utenti si parlino per lo stesso tempo e abbiano la medesima propensione al dialogo. Le chat, invece, consentono a più persone di parlare contemporaneamente ma lasciando a tutti gli interlocutori la facoltà di rispondere subito, oppure tra un’ora o il giorno dopo. Attraverso le nuove tecnologie si è riscoperto l’uso della scrittura per comunicare, anche se con un linguaggio assolutamente irrituale.
Al termine dell’esposizione le domande hanno fatto capire che ancora adesso non tutti vedono nello sviluppo digitale gli enormi vantaggi che il dottor Rialdi ha cercato di trasmettere ai presenti. Molti rimpiangono i tempi in cui molte cose venivano fatte a mano senza una dipendenza totale dai computer, altri rimangono affezionati al vecchio apparecchio telefonico. Tutti, però, sono tornati a casa con una curiosità non appagata: con quale magia il dottor Rialdi cambiava sullo schermo le diapositive della sua presentazione utilizzando l’orologio?
Roberto Rho
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Ripartire dall'Etica per costruire l'Economia
Tutti i Clubs Lions della I^ Circoscrizione si sono dati appuntamento venerdi’ 30 settembre 2011 alle Gerette di S. Colombano al Lambro per un intermeeting di apertura dell’anno Lionistico. I dieci Clubs Lions della I^ Circoscrizione ed il Club Leo Lodi Barbarossa ne hanno voluto celebrare insieme l’inizio, alla presenza del Governatore Adriana Cortinovis Sangiovanni, del vicegovernatore Dino Gruppi e di molti officers distrettuali. L’organizzazione dell’evento da parte del Club Lodi Torrione e’ stata encomiabile. La grande sala delle Gerette, gremita, dava la misura dell’interesse suscitato da questo intermeeting, che ha visto la partecipazione di illustri ospiti dell’imprenditoria e della politica del Lodigiano.
Relatore della serata il prof. Ettore Gotti Tedeschi, Presidente dello IOR, l’Istituto delle Opere di Religione, banchiere di grande esperienza, economista noto, cattolico e liberale. Introdotto da Renzo Tansini, Presidente del Lion Club Lodi Torrione, il prof. Gotti Tedeschi ha dato una profonda lettura della crisi economica che stiamo attraversando alla luce dell’Enciclica Papale “Caritas in Veritate”.
In quasi un’ora di intervento ha analizzato con grande lucidita’ le origini della crisi economica e con coerenza e semplicita’ ha reso alla portata di tutti temi ed argomenti molto complessi. La crisi economica, ha detto il relatore, ha la sua origine nella crescita a debito del mondo occidentale e l’unico rimedio possibile e’ quello di ricostruire l’economia a partire da valori etici e dalla conciliazione delle diverse anime dell’ “uomo economico”.
Il relatore ricorda come nel corso degli anni ’80 l’Occidente ha smesso di crescere demograficamente. Come motore dell’economia sono allora aumentati i consumi individuali, che, per preservare il potere d’acquisto, hanno fruito da una parte della delocalizzazione delle produzioni in aree piu’ povere, e dall’altra parte della crescita del debito. La crisi si e’ manifestata, a fine 2007, quando questo e’ diventato troppo grande per essere sostenibile.
Se questi sono i meccanismi che hanno generato la crisi, i motivi piu’ profondi sono stati ben delineati nell’Enciclica Papale sopra menzionata, promulgata da Papa Benedetto XVI nel giugno del 2009. L’enciclica si compone di sei capitoli e da una introduzione essenziale per la comprensione del pensiero del Papa. Con il nichilismo, dice il Papa, gli uomini hanno confuso il fine con i mezzi e, dimenticando gli insegnamenti delle encicliche “Humanae vitae” e “ Populorum progressio” di Papa Paolo VI , hanno mancato di rispettare la vita umana e di fare uso etico dei mezzi a loro disposizione.
Si comprende percio’ come i Paesi sviluppati abbiano fallito le strategie di uscita dalla crisi. Con riferimento alla nostra Italia, il prof. Gotti Tedeschi, rileva che due sono i nostri punti di forza, che vanno assolutamente salvaguardati: la struttura delle medie e piccole imprese ed il risparmio dei privati. Bisogna convogliare il risparmio verso le imprese, in altre parole riconciliare le tre anime dell’uomo economico, che contemporaneamente produce, consuma e risparmia. E bisogna non perdere tempo perche’ il nostro mondo, come lo conosciamo, con le sue radici cristiane, rischia di soccombere di fronte alla sfida dei nuovi paesi emergenti.
La “lectio magistralis” del prof. Gotti, chiusa con un grande applauso di tutti presenti, sara’ ricordata come un evento significativo del nuovo anno Lionistico e di questo dobbiamo tutti grazie al presidente del Lions Club Lodi Torrione.
Il governatore Adriana Cortinovis Sangiovanni ha quindi concluso la serata rilevando che la sintesi di quello che ha detto il Prof. Gotti Tedeschi si riassume nella necessità del recupero del rispetto e del senso di responsabilità.
Afferma che dobbiamo diventare attori delle nostre azioni, che devono essere giuste, ortodosse e finalizzate al bene, i filosofi dicevano verso la virtù.
Il suo augurio è che tutti noi possiamo diventare dei novelli Prometeo che hanno plasmato l'uomo alla luce della sapienza, della conoscenza e del bene.
Giacomo Arcaini
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