Lions Clubs Logo
Distretto 108 Ib3 - Italy
We Serve


Lions Club Lungo Adda Lodigiano
Lions Club Lungoadda Lodigiano

Visitate il sito del Club Visitate il sito del club



Notizie dal Club

Fotografia

Il mestiere del giornalista: ieri, oggi e domani

Logo Lions Club Il Dott. Luigi La Spina, noto editorialista del quotidiano La Stampa, è stato ospite dell’intermeeting organizzato presso il ristorante Isola Caprera il 16 febbraio dai L.C. Lungo Adda Lodigiano e Lodi Quadrifoglio, con l’attenta guida dei presidenti Fausto Ghizzoni e Maria Adele Morini Agnelotti e con la partecipazione di altri club della I^ circoscrizione, tra cui Lodi Torrione e Colli di S. Colombano.
“Un mestiere, quello del giornalista, sempre affascinante, ma che ha subito molti mutamenti nel tempo”, questo l’esordio dell’ospite, che ha sottolineato come oggi compito del giornale non sia tanto quello di raccogliere notizie, visto che ci giungono ormai da moltissime fonti, bensì quello di selezionarle, interpretarle, spiegarle.
La Spina ha poi tracciato brevemente la storia del giornalismo e, in particolare, del quotidiano. Nato nel ‘700 nel mondo anglosassone sotto forma per lo più di bollettini commerciali, in Italia assume da subito una valenza culturale e politica, proponendosi come forma di comunicazione indirizzata alla classe dirigente; ogni grande città vuole il proprio e si assiste così alla proliferazione dei quotidiani. Negli anni ‘80 del XX secolo la loro sorte si lega indissolubilmente alla pubblicità più che al numero di copie vendute, con l’esatta inversione delle percentuali riferite al precedente periodo: il 70% dei ricavi deriva dalla pubblicità e solo il 30% dalle vendite. Se all’origine i giornali erano un centro di potere, oggi sono aziende i cui proprietari sono veri e propri imprenditori, costretti ad affrontare la crisi del settore, specchio di quella generale. Molte le cause, tra cui preponderante è il calo della pubblicità, ma anche l’accresciuta concorrenza, si pensi alla rete e ai mezzi interattivi, oltre a fattori strutturali identificati dall’oratore nella crisi di credibilità e nella diminuita autorevolezza del giornalista, di cui il lettore percepisce la vanità giudicandolo “troppo spesso malato di protagonismo, complice del potere, propagandista, poco corretto e spregiudicato”. La Spina conclude questa impietosa analisi con la domanda: “Dove sta il giornalista? In platea o sul palcoscenico?”. Questa ambiguità oggi rappresenta un rischio in più per un settore che deve fare i conti con i mutamenti sociali e con i progressi tecnologici; anche il lettore è cambiato: non esiste più quello che legge tutto il giornale, è molto più selettivo, autonomo, critico. Il che complica non poco la vita al giornalista. Il relatore si mostra cautamente ottimista sulla crisi, che giudica di passaggio, ma non sa esprimersi sul futuro della carta stampata. Di certo i quotidiani cosiddetti “generalisti” dovranno cambiare, non potranno più rivolgersi a un pubblico indifferenziato, per il quale l’informazione generica deve ormai essere gratuita, ma dovranno diventare prodotti di nicchia, riducendo la quantità delle notizie a favore della qualità, che andrà per così dire certificata dalla credibilità di chi scrive.
A una precisa e provocatoria domanda sulla capacità del giornalista di manipolare le notizie, l’ospite ha risposto con molta schiettezza che “l’obiettività è impossibile: l’unico limite è dato dall’onestà professionale e consiste nel non manipolare i fatti consapevolmente, sempre perseguendo l’intento di analizzare la realtà e farla conoscere al lettore”.

Mariassunta Leone


Fotografia

Tombola Benefica A Favore Cooperativa Gulliver Borghetto Vara

Logo Lions Club L’alluvione che ha colpito la Liguria ha causato ingenti e drammatici danni alle località delle Cinque Terre, ma anche ai paesini meno noti dell’entroterra come Borghetto Vara. Sostenere la cooperativa Gulliver, che opera proprio in Val di Vara, è l’obiettivo di alcuni Lions Club della prima circoscrizione.
Sabato 28 Gennaio, 7 Club, precisamente i Lions Lodi Torrione, Lodi Quadrifoglio, Lungo Adda Lodigiano, New Ager Laudensis, Sant’Angelo Lodigiano Madre Cabrini, Colli di San Colombano Al Lambro, Leo Club Lodi Barbarossa, si sono riuniti presso il ristorante Gerette di San Colombano Al Lambro per raccogliere fondi attraverso una tombola benefica. Il ricavato di ben 6000 euro è stato consegnato a Carlo Forcina, past governatore dei Lions della Liguria e addetto alla gestione dell’emergenza nella regione.
L’intera somma sarà destinata alla Cooperativa Sociale Gulliver, nata nel 2003 a Borghetto Vara, con lo scopo di aiutare i minori e le famiglie in difficoltà.
L’alluvione ha reso la struttura invivibile e pericolante, ha spazzato via auto e pulmini per il trasporto di bimbi e disabili, scorte di cibo, giocattoli e molto altro.
Il Presidente del Lions Club Sant’Angelo Lodigiano Madre Cabrini Stefano Guerciotti, promotore e organizzatore di questa bellissima serata, ha voluto sottolineare che nei momenti di emergenza noi Lions dobbiamo fare tutto ciò che ci è possibile per essere vicini anche a chi è tanto sfortunato, forti del nostro motto “We Serve”
Nell’organizzare la serata il Presidente del Club di Sant’Angelo, ha potuto contare sulla partecipazione attiva di Alfonso Bonifacio, segretario del Club Lodi Torrione, di Daniela Marchi socia dello stesso Club e di Gianmario Tenconi socio del Club Colli di San Colombano Al Lambro che si è occupato delle fotografie e del documentario emozionale trasmesso durante la serata.
Tutti i Club presenti si sono adoperati per reperire importanti premi.
Il Past Governatore della Liguria Carlo Forcina, a nome dei “ragazzi di Gulliver” ha ringraziato affettuosamente per la cifra importante che potrà alleviare il dolore e la rabbia di chi ha perso tutto in poco più di due ore d’acqua.

Lions Roberto Granata


Fotografia

Giornata regionale della Sicurezza stradale

Logo Lions Club Durante la 1^ Giornata Regionale della Sicurezza stradale, tenutasi a Milano, nella sala dei 500, in Palazzo Lombardia, alla presenza di Roberto Formigoni, Presidente di Regione Lombardia e di Romano La Russa, Assessore alla Protezione civile, Polizia locale e Sicurezza di Regione Lombardia, si è tenuto un importante convegno, finalizzato ad identificare il problema della sicurezza stradale, che si inquadra nell’ottica della cittadinanza umanitaria attiva.
Posto che “gli incidenti non sono quasi mai una fatalità”, ha affermato Antonio Lentini, Dirigente Statistica e Osservatori di Eupolis Lombardia, sono necessarie azioni concrete di contrasto alla violazione delle norme di comportamento, non sulla base esclusiva della repressione, ma sulla messa in campo di tante unità operative, che creino un forte senso civico.
I comportamenti anomali determinano numerosi incidenti: ecco perché è fondamentale l’azione costante ed incisiva di famiglia, istituzioni e scuola, al fine di evidenziare il rispetto delle regole e di informare sulle conseguenze spesso fatali dovute a distrazione, eccesso di velocità, o uso improprio di telefonini e computer mentre si è alla guida.
Durante questo interessante incontro formativo, le Autorità presenti hanno premato coloro che si sono distinti per l’opera di progettualità e sensibilizzazione al problema della sicurezza stradale.
Uno dei premi più ambiti è andato all’Assessore Provinciale di Lodi, Nancy Capezzera, per il notevole contributo offerto dalla 1^ Circoscrizione del nostro Distretto alla diffusione dei principi di buona educazione stradale. L’Assessore era accompagnato dai due Presidenti di Zona, Massimo Canti e Margherita Muzzi e dal Governatore Adriana Cortinovis Sangiovanni, che ha espresso la sua grande soddisfazione per l’esempio di cittadinanza attiva e consapevole offerto da questa Circoscrizione, in sinergia con le Istituzioni.
L’intensa mattinata si è conclusa con lo spettacolo teatrale “Raccolti per strada”, a cura del Teatro Prova di Bergamo: una performance di grande suggestione, alieno dal registro cruento, che ha tuttavia raggiunto i presenti, in gran parte giovani, attraverso il racconto di esperienze tragiche, che mirano ad offrire un messaggio necessario ed essenziale ad operare scelte a salvaguardia della vita.

Massimo Canti e Margherita Muzzi


Fotografia

Pietro Ripari: il medico di Garibaldi

Logo Lions Club Di Pietro Ripari è noto ai più soltanto il ruolo avuto sull’Aspromonte, quando soccorse e curò Garibaldi, ferito a un piede e non solo a una gamba, come recita una famosa canzone, ma la sua figura merita di essere ricordata per il profondo fervore patriottico con cui dedicò alla causa dell’unità d’Italia una parte importante della sua vita avventurosa e inquieta.
Per rendergli omaggio i L.C. Lungo Adda Lodigiano e Lodi Quadrifoglio hanno organizzato un intermeeting, svoltosi il 26 novembre presso il ristorante Isola Caprera, prendendo spunto dall’iniziativa del Comune di Solarolo Rainerio, dove Ripari nacque nel 1802, che ha curato l’edizione di un libro a lui dedicato in occasione della celebrazione del 150° dell’unità d’Italia.
“Lavorare insieme significa innanzitutto conoscersi meglio” ha esordito Fausto Ghizzoni, presidente del Lungo Adda Lodigiano, esprimendo la sua soddisfazione per l’intesa con cui i due club hanno realizzato la serata e presentando la dott.ssa Milena Righi, assessore alla cultura di Solarolo Rainerio, alla quale è stato affidato il compito di presentare il volume. L’opera è il frutto di 30 anni di ricerche minuziose da parte degli autori, Renato Dugoni e Franceso Fabozzi, che hanno inteso colmare un vuoto di quasi cent’anni, quanti ne sono trascorsi dall’ultima celebrazione della figura di Ripari nella sua terra d’origine.
La causa del lungo silenzio, a detta della relatrice, va cercata innanzitutto nel carattere schivo di Ripari, propostosi sempre come figura di secondo piano accanto ai grandi protagonisti del Risorgimento, che pure conobbe e frequentò, instaurando in particolare un legame di profonda amicizia con Garibaldi. Nato da una famiglia facoltosa, il cui patrimonio ben gli avrebbe consentito di vivere di rendita, esercitò la professione di medico per vent’anni e solo nel 1847 decise di dedicarsi anima e corpo alla causa unitaria. Fu anche giornalista pubblicista e in tale veste collaborò al giornale mazziniano “Il Popolo d’Italia”. Partecipò alle “Cinque Giornate” di Milano, fu a Venezia con Daniele Manin, a Roma nel ’49 durante la breve esperienza della “repubblica romana”. Qui Garibaldi lo nominò direttore generale delle ambulanze ma fu sempre vicino alla truppa, con cui condivideva il rancio rinunziando ai privilegi che per rango gli sarebbero spettati. Nel prestare la propria opera di ottimo chirurgo non si sottrasse ai combattimenti, conquistandosi la fama di “tiratore abilissimo”. Fu proprio a causa del suo patriottismo che a Roma venne arrestato da gendarmi papalini e restò in carcere per ben sette anni: ne uscirà soltanto perché graziato da Napoleone III. Quando Garibaldi rimase colpito dal fuoco dei bersaglieri del colonnello Pallavicini sull’Aspromonte, lo soccorse togliendo solo le schegge per poi affidare l’operazione più seria e complessa, l’asportazione della pallottola che aveva causato una grave ferita al piede destro del condottiero, al notissimo professor Ferdinando Zannetti.
Ciò non certo per incapacità ma per l’umiltà che lo contraddistingueva. Proprio su questo episodio, che naturalmente ebbe vasta risonanza in Italia, scrisse un vero e proprio trattato medico, in cui volle descrivere minuziosamente la ferita e il tipo di intervento effettuato, corredando il tutto con accurati disegni. Definito da Alberto Mario “spinoso come un istrice e facile a intenerirsi come una donzella”, partecipò dunque a molti episodi salienti del ventennio eroico che portò all’unità d’Italia e combatté nella 3^ guerra di indipendenza quando aveva 64 anni, ovvero, per quel tempo, a un’età davvero ragguardevole. Eletto deputato nel 1869 sedette sui banchi dell’estrema sinistra, sempre sostenendo la repubblica. La sua generosità lo portò a morire povero nel 1885: volle essere cremato con indosso la camicia rossa.
Maria Adele Morini Agnelotti, presidente del L.C. Lodi Quadrifoglio, nel ringraziare per la loro partecipazione al meeting i numerosi presidenti dei club del Lodigiano e nel commentare l’avvincente racconto della vita del patriota amico di Garibaldi, ha concluso la serata sottolineando come nel 150° anniversario dell’unità d’Italia, ricco di cerimonie, riti e discorsi solenni, il libro dedicato a Pietro Ripari conquisti un posto a sé perché presenta una storia non ufficiale, ma fatta da uomini comuni ricchi di ideali.

Mariassunta Leone


Fotografia

Ripartire dall'Etica per costruire l'Economia

Logo Lions Club Tutti i Clubs Lions della I^ Circoscrizione si sono dati appuntamento venerdi’ 30 settembre 2011 alle Gerette di S. Colombano al Lambro per un intermeeting di apertura dell’anno Lionistico. I dieci Clubs Lions della I^ Circoscrizione ed il Club Leo Lodi Barbarossa ne hanno voluto celebrare insieme l’inizio, alla presenza del Governatore Adriana Cortinovis Sangiovanni, del vicegovernatore Dino Gruppi e di molti officers distrettuali. L’organizzazione dell’evento da parte del Club Lodi Torrione e’ stata encomiabile. La grande sala delle Gerette, gremita, dava la misura dell’interesse suscitato da questo intermeeting, che ha visto la partecipazione di illustri ospiti dell’imprenditoria e della politica del Lodigiano.
Relatore della serata il prof. Ettore Gotti Tedeschi, Presidente dello IOR, l’Istituto delle Opere di Religione, banchiere di grande esperienza, economista noto, cattolico e liberale. Introdotto da Renzo Tansini, Presidente del Lion Club Lodi Torrione, il prof. Gotti Tedeschi ha dato una profonda lettura della crisi economica che stiamo attraversando alla luce dell’Enciclica Papale “Caritas in Veritate”.
In quasi un’ora di intervento ha analizzato con grande lucidita’ le origini della crisi economica e con coerenza e semplicita’ ha reso alla portata di tutti temi ed argomenti molto complessi. La crisi economica, ha detto il relatore, ha la sua origine nella crescita a debito del mondo occidentale e l’unico rimedio possibile e’ quello di ricostruire l’economia a partire da valori etici e dalla conciliazione delle diverse anime dell’ “uomo economico”.
Il relatore ricorda come nel corso degli anni ’80 l’Occidente ha smesso di crescere demograficamente. Come motore dell’economia sono allora aumentati i consumi individuali, che, per preservare il potere d’acquisto, hanno fruito da una parte della delocalizzazione delle produzioni in aree piu’ povere, e dall’altra parte della crescita del debito. La crisi si e’ manifestata, a fine 2007, quando questo e’ diventato troppo grande per essere sostenibile.
Se questi sono i meccanismi che hanno generato la crisi, i motivi piu’ profondi sono stati ben delineati nell’Enciclica Papale sopra menzionata, promulgata da Papa Benedetto XVI nel giugno del 2009. L’enciclica si compone di sei capitoli e da una introduzione essenziale per la comprensione del pensiero del Papa. Con il nichilismo, dice il Papa, gli uomini hanno confuso il fine con i mezzi e, dimenticando gli insegnamenti delle encicliche “Humanae vitae” e “ Populorum progressio” di Papa Paolo VI , hanno mancato di rispettare la vita umana e di fare uso etico dei mezzi a loro disposizione.
Si comprende percio’ come i Paesi sviluppati abbiano fallito le strategie di uscita dalla crisi. Con riferimento alla nostra Italia, il prof. Gotti Tedeschi, rileva che due sono i nostri punti di forza, che vanno assolutamente salvaguardati: la struttura delle medie e piccole imprese ed il risparmio dei privati. Bisogna convogliare il risparmio verso le imprese, in altre parole riconciliare le tre anime dell’uomo economico, che contemporaneamente produce, consuma e risparmia. E bisogna non perdere tempo perche’ il nostro mondo, come lo conosciamo, con le sue radici cristiane, rischia di soccombere di fronte alla sfida dei nuovi paesi emergenti.
La “lectio magistralis” del prof. Gotti, chiusa con un grande applauso di tutti presenti, sara’ ricordata come un evento significativo del nuovo anno Lionistico e di questo dobbiamo tutti grazie al presidente del Lions Club Lodi Torrione.
Il governatore Adriana Cortinovis Sangiovanni ha quindi concluso la serata rilevando che la sintesi di quello che ha detto il Prof. Gotti Tedeschi si riassume nella necessità del recupero del rispetto e del senso di responsabilità.
Afferma che dobbiamo diventare attori delle nostre azioni, che devono essere giuste, ortodosse e finalizzate al bene, i filosofi dicevano verso la virtù.
Il suo augurio è che tutti noi possiamo diventare dei novelli Prometeo che hanno plasmato l'uomo alla luce della sapienza, della conoscenza e del bene.

Giacomo Arcaini



Tornate alla Home Page
Tornate all'Home Page