Lions Club Vigevano Host

Lions Club Vigevano Host

Anno Sociale 2017-2018


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Lions Day

Nelle giornate di venerdì 6 e domenica 8 aprile i Lions Club della V Circoscrizione Zona B (Vigevano Host, Vigevano Colonne, Vigevano Sforzesco, Vigevano Ticinum, Cassolnovo Le Robinie, Lomellina I Castelli; Leo) hanno festeggiato il Lions Day con due importanti eventi dedicati alla sicurezza stradale e alla prevenzione, prestando particolare attenzione ai giovani.
La risposta pervenuta dal mondo scolastico è stata entusiasmante.
In particolare, nella giornata di venerdì mattina, presso la Cavallerizza del Castello di Vigevano, erano presenti circa trecento studenti, provenienti dagli istituti superiori cittadini, la cui attenzione è stata catturata dai filmati proiettati e dagli interventi del dirigente della Polstrada di Pavia, Francesco Cecchini Proietti e da Alessio Tavecchio che, attraverso il percorso “Progetto Vita”, ha testimoniato ai ragazzi presenti la propria esperienza personale legata al tragico incidente stradale che lo ha costretto su una sedia a rotelle dal 1993. conducendoli ad un lavoro di riflessione e presa di coscienza di tutto ciò che viene messo in gioco quando si è alla guida di un mezzo e di apprendimento di quanto l’educazione stradale rappresenti un imprescindibile impegno personale e civile nel valorizzare al massimo la propria vita e quella degli altri.
Numerosi sono stati gli studenti che hanno voluto provare il simulatore di guida ed accertare personalmente le conseguenze che potrebbero derivare quando si conduce un’autovettura in particolari condizioni fisiche, dovute all’abuso incontrollato di alcol, droghe e cellulare.
Nel pomeriggio, il discorso è proseguito, sempre in Cavallerizza, con il coinvolgimento di circa cento bambini delle scuole primarie nel gioco Paco & Lola.
Domenica 8 aprile poi, in Piazza Ducale, sempre i Lions della Zona in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e l’ampia disponibilità dei medici oculisti dell’Ospedale Civile di Vigevano, hanno offerto ai bambini dai sei ai dieci anni un servizio gratuito di screening diretto a diagnosticare precocemente i disturbi refrattivi della vista (miopia, astigmatismo, ambliopia, strabismo).
Anche qui, la partecipazione stata intensa: sono state effettuate cinquantasette visite, con durata per ogni visita dai nove ai tredici minuti, arrivando a riscontrare inizi di miopia in una ventina di bimbi; astigmatismo in una decina, ipermetropia in quattro e soprattutto individuando anche un paio di ipovedenti, ai cui genitori è stata spiegata la necessità di effettuare al più presto ulteriori accertamenti.
Gli esiti più che positivi degli eventi sopra citati hanno gratificato le fatiche organizzative e operative attuate, evidenziando che i Club Lions e soprattutto insegnanti e medici ad essi appartenenti, unendo le proprie energie con quelle di altre associazioni , arrivano a creare una piena sinergia di risorse e di intenti nell’espletamento dei compiti specifici didattico-educativi e di prevenzione a tutto campo.

Giampiera Pavesi

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Nella foto da sinistra Marco Facchinotti, sindaco di Mortara, Antonio Facoetti, Presidente LC Vigevano Host, la relatrice Fuilvia Tambone ed il Sindaco di Vigevano Andrea Sala

I fanghi al L.C. Vigevano Host

Cosa sono i fanghi? Utilizzarli in agricoltura? Servono? Non servono?
Queste alcune delle domande cui ha cercato di dare risposta la dottoressa Fulvia Tambone, dottore di ricerca in ecologia agraria, membro del Collegio Docenti del corso di dottorato in “Scienze ambientali - Environmental sciences” dell’Università degli Studi di Milano e referente di prestigiose riviste scientifiche internazionali nel corso del meeting organizzato giovedì 22 marzo scorso dal Lions Club Vigevano Host ed al quale hanno partecipato con il sindaco di Vigevano Andrea Sala il sindaco di Mortara Marco Facchinotti e numerosi agricoltori ed agronomi, tra cui Massimo Biloni.
Partendo dal concetto di economia lineare e dalle sue conseguenze sull’ambiente (non per nulla la relatrice ha ricordato che oltre il 30% dei PM10 totali è causato dalle concentrazioni di ammoniaca in atmosfera di origine agricola e che i PM sono tra gli inquinanti più pericolosi per la salute), la relatrice ha spostato l’attenzione sui benefici che si trarrebbero dall’adozione di un’economia circolare, nella quale anche i fanghi di depurazione entrano di diritto, purché ne sia ipotizzata l’utilità e posta particolare attenzione all’accumulo di microinquinanti inorganici e/o organici. Non per nulla i fanghi, essendo il prodotto dei processi di depurazione delle acque, contengono altre concentrazioni di molecole organiche non completamente degradate durante i trattamenti aerobici o anaerobici.
Ciò nonostante la relatrice ha ricordato che da studi sperimentali in campo condotti allo scopo di comparare gli effetti agronomici sull’agricoltura ottenuti da diverse tipologie di fertilizzazione per verificare l’impatto ambientale in medio e lungo periodo e per valutare la salubrità delle produzioni ottenute, hanno presentato risultati evidenzianti che il contenuto di molecole organiche nel suolo trattato generalmente è risultato essere “inferiore dei limiti di rilevabilità degli strumenti”.
Un’informazione entusiasmante anche se corroborata da una dichiarazione che citando testualmente “dovremmo intendere che i suoli naturali con contenuto di idrocarburi superiori al valore limite di 50 mg/kg. x. Sono di fatto potenzialmente pericolosi per la salute umanax "lascia pochi spazi ad altre ipotesi.
Una cosa comunque è certa gli odori (il fastidio olfattivo) sono fastidiosi, si, ma non sintomo di pericolosità".

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Le risorse idriche analizzate dal L.C. Vigevano Host

Una serata concreta e coinvolgente quella organizzata lo scorso 23 novembre dal Lions Club Vigevano Host, nel corso della quale Riccardo Ghia, assessore alle attività produttive e al turismo del Comune di Vigevano ha annunciato che in quella mattinata in Regione era stato raggiunto un accordo per il rilancio turistico della città con il suo inserimento nei percorsi turistici internazionali.
Ma se le dichiarazioni di Ghia hanno destato compiacimento e plauso, queste sono arrivate al termine di una serata che, organizzata sul tema “Risorse idriche, risicoltura e ambiente: un trinomio inscindibile” con official speaker il direttore generale del Consorzio di Irrigazione e Bonifica Est Sesia, ing. Roberto Isola, ha visto ancora una volta ribadire il grande valore ecologico della risaia, una coltivazione che oltre a non sprecare acqua, la sa riciclare e restituire all’ambiente.
La serata del Lions Club Vigevano Host, che si inserisce nel service di opinione che il Club dedica quest’anno all’agricoltura e all’ambiente, ha permesso anche di fare emergere concrete indicazioni per risolvere le sempre possibili crisi idriche. E la ricetta l’ha fornita l’Ing. Isola che ha auspicato con enfasi, che il livello di regolazione estiva del Lago Maggiore dagli attuali cento venga postato a cento cinquanta centimetri.
La soluzione permetterebbe l’utilizzo di ulteriori cento milioni di metri cubi d’acqua a costo zero a tutto beneficio dell’agricoltura di circa cinquecento comuni e di quattrocento cinquanta mila ettari di coltivazione in Lombardia e Piemonte.

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Nella foto: Massimo Biloni

Vogliamo riqualificare il nostro riso? Facciamo come per il vino
Una proposta scaturita ad un meeting del LC Vigevano Host

Il primo dato certo della messa a coltura del riso in Italia è ricavabile da una lettera del 1475 con la quale Galeazzo Maria Sforza preannuncia agli Este di Ferrara l’invio di dodici sacchi di riso, comunicando loro che mediante opportuni accorgimenti, da un sacco di questo nuovo cereale si sarebbero potuti trarre anche dodici sacchi di raccolto. E questi sacchi partivano dai possedimenti che gli Sforza avevano nel Vigevanasco, e più precisamente dal castello di Villanova di Cassolnovo.
A ricordarlo è stato l’agronomo Massimo Biloni, uno dei maggiori esperti mondiali di riso, già ricercatore dell’Ente Nazionale Risi ed oggi, tra l’altro, coordinatore del gruppo riso di Assosementi, oltre che breeder ed esperto produttore di sementi, un personaggio che quando parla di sé dice: “amo conoscere la gente, visitare paesi, degustare cibi, studiare le piante, ascoltare la natura”.
Biloni, che per l’occasione era official speaker al primo meeting di ottobre del Lions Club Vigevano Host, affermando che il riso è un’eccellenza in evoluzione, tracciandone prima la storia e poi l’evoluzione lo ha indicato come strumento di rilancio dell’economia lomellina e dei suoi operatori agricoli, che non debbono fermarsi alla mera produzione del cereale, ma imparare “a venderlo”, anche mediante opportune azioni di marketing tendenti a valorizzarne qualità ed identità.
Lo ha riconosciuto anche Riccardo Ghia, assessore alle attività produttive e commerciali del comune di Vigevano, presente alla serata, che affermando la necessità che i produttori facciano “lavoro di squadra” ha ricordato che “siamo seduti su di una fortuna che non utilizziamo”.
D’altronde lo scopo dell’incontro voluto da Antonio Facoetti, presidente del Vigevano Host, che ha visto radunati sotto uno stesso tetto a discutere dell’argomento, produttori, esponenti camerali, e rappresentanti delle più importanti associazioni economiche della provincia, era proprio quello di trovare spunti ed idee per il benessere economico della comunità vigevanese e lomellina, nello spirito di continuità del service d’opinione ideato due anni or sono da Battista Carena e perseguito lo scorso anno da Dario Pizzetti.
Il riso locale, quindi, da rivalutarsi con opportuni investimenti in marketing e comunicazione, per permettere un equo compenso ai produttori, svincolandoli dagli attuali andamenti dei mercati che, schiacciati dalla concorrenza dei prezzi del cereale prodotto nei paesi orientali, non vedono riconosciute le peculiari qualità della produzione locale.
Il riso come il vino, con indicazione del luogo di produzione?
Perché no, se questo serve a far scossare la scintilla fra quelli che vogliono credere nella corretta valutazione del loro lavoro.

R.T.

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Nella foto: Il castello di Villanova di Cassolnovo

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