Lions Club Crema Host
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"Serata degli Auguri"
Si è svolta a dicembre la tradizionale serata dello scambio di auguri del Lions Club Crema Host, ultimo atteso appuntamento di un 2011 ricco di eventi e presenze davvero illustri.
E' stato un nuovo piacevole intermeeting con gli amici Leo che hanno come sempre contribuito con la loro attiva presenza a vivacizzare un incontro che ha visto i soci insieme ad amici e familiari tutti insieme per festeggiare il Natale.
Erano presenti al tavolo d'onore oltre al Presidente L.C. “Crema Host” Camillo Cugini, Simone Chiodo Presidente del Leo Club, Faustoantonio Locatelli del Lions Club Serenissima, Paolo Doldi del Lions Club Castelleone, Veronica Grazioli del Soroptimist Club, Marzia Ermentini delegata Innerweel e Arrigo Bottinelli del Lions Club Treviglio Fulcheria e formidabile battitore d'asta. Sì perchè è stata questa la novità della serata che ha movimentato ancora di più la già elettrizzante atmosfera.
Un' asta ricca di oggetti rari e preziosi finalizzata ad una raccolta fondi per i service di beneficenza del Club e resa possibile grazie al prezioso lavoro ed alla dedizione di alcuni soci ed alla generosità di anonimi sponsor. Annunciando la cospicua cifra raccolta, il Presidente Cugini ha poi ricordato i principali appuntamenti dell'anno nuovo e rinnovato gli auguri a tutti .
Ha concluso la bella serata l'applaudito duetto poetico di Franco Maestri e Lina Casalini ed i festeggiamenti a Luciana Serra, da sempre impegnata come pediatra volontaria presso il Centro di Aiuto alla Vita, per il conferimento del premio Eustella.
Alberto Besson
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“Risparmio energetico nelle nostre abitazioni. Confort e rispetto dell'ambiente”
L'ultima conviviale del Lions Crema Host dedicata al risparmio energetico ha visto come relatore nel mese di novembre, l'architetto Giuseppe Cabini, libero professionista ed esperto paesistico-ambientale che da alcuni anni collabora con amici e colleghi nel campo dell'architettura bioecologica, biochimica e della progettazione sostenibile.
Il Presidente Lions dopo aver ricordato i numerosi corsi e conferenze tenute da Cabini sulle possibili forme di energie alternative pulite nei sistemi abitativi privati e pubblici, ha introdotto l'illustre ospite che ha saputo catturare l'interesse dei numerosi presenti.
Ha voluto infatti subito sottolineare come il primo cambiamento deve avvenire nelle nostre menti e riguardare il modo in cui produciamo e utilizziamo l'energia.
Basta osservare come si è trasformato il nostro pianeta negli ultimi anni, ora visibile di notte dallo spazio per l'enorme impianto energetico indispensabile per trasporti, industria ed agricoltura, alimentato da combustibili fossili, petrolio, gas, carbone e per un 15% anche dal nucleare.
Siamo all'inizio di un processo che diventerà drammatico in pochissimo tempo.
Negli ultimi 100 anni abbiamo aperto la crosta della terra e prelevato tutto il materiale accumulato in milioni di anni e dopo averlo bruciato lo abbiamo rimesso nel sistema utilizzando l'atmosfera come discarica.
Occorre agire immediatamente perchè non è solo un problema economico, ma anche e soprattutto sociale. Per questo l'Europa ci prescrive da domani, case ad energia zero perchè l'energia fossile nel breve tempo non potrà più essere sostituita.
La strada giusta, ha continuato Cabini, è quella della responsabilità non solo verso noi stessi e le prossime generazioni ma anche verso la natura.
E' indispensabile trovare un nuovo equilibrio tra le esigenze dell'individuo ed un miglior sviluppo dell'insieme, abbassando i consumi del parco immobiliare nazionale e costruendo edifici a basso fabbisogno energetico.
Dobbiamo capire, ha concluso il relatore, che l'unica energia intelligente, affidabile ed ecocompatibile a nostra disposizione per i prossimi anni, è solo ed unicamente il sole.
Alberto Besson
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LCIF…"In punta di piedi"
Tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre il Teatro San Domenico di Crema è stato lo scenario privilegiato di due eventi interamente dedicati al balletto classico, “La vedova allegra” e “La mia vita sulle punte”. Protagonista d’eccezione la cremasca Chiara Gasparini, prima ballerina della compagnia “Nuovo Balletto Italiano” e interprete di ormai numerosi spettacoli di danza classica in vari teatri italiani.
In entrambe le occasioni i presenti hanno potuto nuovamente godere della finezza interpretativa di questa compagnia, magistralmente seguita dal coreografo e direttore artistico Giuseppe Protano e che, pur rimanendo nel solco della tradizione quanto a costumi e scene, rivela tuttavia qua e là un guizzo di novità nella ricerca costante di un’interpretazione mimica e gestuale sempre più profonda e coinvolgente.
Nel secondo evento in particolare la prima ballerina ha voluto condividere con i presenti i momenti più significativi della sua vita artistica presentando, in omaggio anche alla sua famiglia, foto e piccoli brani che ne hanno segnato il cammino.
Molta emozione hanno suscitato i primi ballerini Chiara Gasparini e Marco Protano nel momento dedicato alla interpretazione di “Chère Kitty”, ossia brani tratti dal famoso “Diario di Anna Frank”, dove l’allegria e la dolcezza della danza fanno ancor più percepire lo stridore tra il desiderio di libertà e di amore con uno dei momenti più bui della storia dell’umanità. Anche il suono del violino del Maestro Michelangelo Mazza, primo violino di spalla dell’Orchestra del Teatro Regio di Parma, ha sottolineato e reso ancora più intensi alcuni quadri dello spettacolo.
Alla fine della serata Chiara Gasparini insieme al padre Titta sono stati insigniti della Melvin Jones Fellow, la massima onorificenza lionistica, in riconoscimento delle loro speciali attività a favore del Lions Club.
Gli spettacoli, infatti, sono stati dedicati alla Fondazione Teatro San Domenico e alla LCIF , la fondazione internazionale del Lions Club, famosa per essere protagonista in prima linea di numerose iniziative a livello mondiale, come la lotta contro la cecità, il programma alimentare e da ultimo, secondo le direttive del Presidente Internazionale, l’obiettivo della piantumazione di un milione di alberi per il nostro pianeta. Grazie ad iniziative come questi eventi la nostra Fondazione può ottenere i mezzi per essere sempre più incisiva nei suoi interventi in tutte le parti del mondo dove si manifesti una necessità, non da ultimo le recenti alluvioni della Liguria e della Sicilia che hanno tristemente sconvolto la vita di molte persone.
Teresa C. Barbati
Addetto stampa III Circoscrizione
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Il 5 Novembre 2011 in sala Alessandrini in Crema, con il patrocinio di AO Ospedale Maggiore di Crema, Regione Lombardia, ASL Cremona, Comune di Crema, Fondazione Floriani, CISVOL Cremona, Fondazione Cure Palliative Onlus, Società Italiana Cure Palliative si è tenuto il convegno Spiritualità e Cure di Fine Vita: un Tempo per l’Ascolto e per la Cura.
Organizzato dalla Associazione Cremasca Cure Palliative “Alfio Privitera”, fondata con il forte contributo del Lions Club Crema Host nel 2002, e dalla Rete di Cure Palliative attiva nella provincia di Cremona dal 2003, con l’intento di fornire ai numerosi partecipanti alcuni strumenti con cui poter affrontare il difficile e doloroso momento della Fine Vita.
I lavori sono stati introdotti dalla dottoressa Maria. A. Mariconti, Responsabile della U.O Cure Palliative di Crema.
La dottossa Laura Campanello, docente scuola superiore pratiche filosofiche e collaboratrice con l’Hospice V. Floriani Istituto Tumori Milano, ha affrontato il problema del significato della morte nella nostra società poi la dottoressa Francesca Crippa Floriani, della Fondazione Floriani e past-presidente della Federazione Cure Palliative ha sviluppato il tema: comprendere la vita accompagnando il morente.
Il dottor Maurizio Mannocci Galeotti, Responsabile della U.O. cure Palliative del Mugello e la dottoressa Anna Maria Marzi, Dirigente Assistenza Infermieristica e Responsabile Hospice Casa Madonna dell’Uliveto Albinea (RE) hanno discusso sulla dimensione esistenziale e la dimensione spirituale delle cure palliative.
Nella successiva sessione i lavori, introdotti da don Simone Valerani, Assistente Spirituale dell’Hospice Fondazione Benefattori Cremaschi di Crema, hanno avuto protagonisti il dottor Paolo Sacchi, medico del lavoro, studioso e praticante buddista Sofo Zen, don Giovanni Sala, Assistente Spirituale dell’Hospice V. Floriani all’Istituto Tumori di Milano, il professor Dariusch Atighetchi, professore di bioetica islamica presso la Facoltà di Teologia di Lugano ed il dottor Luciano Orsi Responsabile struttura complessa Cure Palliative di Mantova nonchè direttore della Rivista Italiana Cure Palliative che hanno discusso su: accompagnamento nel fine vita, spiritualità buddista, spiritualità cristiana, spiritualità islamica ed il laico di fronte alla morte.
Di seguito qualche elemento emerso dalla discussione:
Cosa si intende quando si parla di dimensione spirituale della persona?
Si può intendere come spiritualità l’aspirazione dell’uomo a trovare un senso alla sua esistenza, l’insieme delle convinzioni e dei valori che lo guidano e in base ai quali organizza la sua vita, il bisogno di superarsi e di tendere alla trascendenza. Questa dimensione spirituale è anteriore all’adesione a un credo religioso o all’appartenenza a una Chiesa; essa assume la connotazione più specifica di religiosità quando trova la sua sorgente o la sua risposta in una fede e nella relazione con Dio e si esprime attraverso un particolare sistema di credenze, simboli, riti, persone che fanno da mediazione tra Dio e l’uomo. (Cauzzo, 2006)
L’imprescindibile compito di conoscere se stessi
Il problema non è comunicare la verità al malato, ma condividere la verità del malato. Una diagnosi infausta scatena meccanismi di autodifesa e di elusione anche nei familiari e nel personale curante e richiede un lavoro su di sé di assunzione della morte e del dolore da parte di chi deve poi anche comunicarla e farne partecipe il malato.Il diritto del malato a essere informato sul suo stato di salute, come sulle medicine che gli vengono somministrate e sulle terapie che gli vengono prospettate, va di pari passo con il dovere del medico o di chi è al corrente della reale condizione del malato di non giocare questo sapere come potere. Ciò che è in gioco è l’autenticità della relazione con il malato e la verità umana, esistenziale del malato stesso: questa nonpuò essergli sottratta, non può essergli celata da altri che la gestiscono contro la sua volontà. (Manicardi, 2006, pp. 49-50)
Raccogliere la memoria del passato
Avvicinare con verità l’evento della propria morte può voler dire fare i conti, in modo concreto, con il proprio passato, senza cadere nel nostalgico malessere di ciò che non si è fatto, detto o saputo, quanto piuttosto raccogliere con gratitudine quella parte buona che la vita ci ha regalato, riconsiderando cosa si ha avuto, cosa si è fatto, cosa si è dato e quanto si è riusciti a perdonare o a farsi perdonare. Può diventare necessario rileggere il proprio percorso di vita.
Il «come» della vita e della morte
Il «come» morire, quindi, ha a che fare con il «come» si è vissuti. Riguarda la possibilità e l’opportunità per ciascuno di trovare la propria «via» verso la morte, legata alla «via» della propria vita.
Altri spunti sviluppati:
Ascoltare… Cosa dire e cosa non dire… Accogliere i sentimenti… Un corpo che chiede rispetto… Riconoscere e accettare la propria impotenza…
Per concludere: all’interno della dimensione spirituale, che si pone come questione il senso e i valori dell’esistenza, può emergere ed essere in essa compresa la dimensione religiosa;
chiunque, in quanto essere umano, può farsi carico dell’accompagnamento spirituale del malato purché abbia preso su di sé, prima ancora di avvicinare l’altro che soffre, la domanda di senso che l’esistenza impone, specie nelle dimensioni del dolore e della morte;
farsi carico della domanda sul senso della vita permette di fare i conti con il silenzio, la sensazione di impotenza, il mistero, la paura, non solo del malato ma di ogni essere umano;
il dialogo, i gesti, la memoria biografica, la ricerca di risorse interne alla persona sono parte integrante e fondamentale della cura e dell’assistenza spirituale;
è la relazione autentica tra i soggetti ciò che permette l’emergere delle domande e delle eventuali risposte;
lo stesso ministro di culto, preposto all’assistenza religiosa, può e deve essere non solo capace di entrare in una relazione che è prima di tutto profonda e sincera sul piano umano, ma deve anche poter accedere alla dimensione spirituale che ha a che fare con l’intera dimensione umana, non solo quella religiosa, specie là dove questa non sia presente o richiesta.
Siamo convinti che «Non possiamo accompagnare gli altri in un territorio che non abbiamo esplorato in prima persona» (Ostaseski, 2006)
Per chi volesse approfondire:
Bloom A. (2000), Alla sera della vita, Bose, Qiqajon.
Brusco A. (2007), Attraversare il guado insieme. Accompagnamento psicopastorale del malato, Verona, Il Segno dei Gabrielli editori.
Campanello L. (2005), Non ci lasceremo mai?, Milano, Unicopli.
Crozzoli Aite L. (a cura di) (2001), Sarà così lasciare la vita?, Milano, Edizioni Paoline.
Pangrazzi A. (1991), Il lutto: un viaggio dentro la vita, Torino, Edizioni Camilliane.
Pangrazzi A. (a cura di) (2002), Salute, malattia e morte nelle grandi religioni, Torino, Edizioni Camilliane.
Sandrin L. (2000), Compagni di viaggio, Il malato e chi lo cura, Milano, Edizioni Paoline.
Un particolare ringraziamento alla dottoressa Laura Campanello che ha messo a disposizione il testo della sua relazione.
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"Il Duomo di Crema tra storia religiosa e civile nella città"
In occasione dei restauri del Duomo, i Lions Club “Crema Host”, presieduto da Camillo Cugini e “Crema Serenissima”, presieduto da Faustantonio Locatelli, si sono riuniti in intermeeting presso il ristorante “Maosi” di Crema, per una serata di approfondimento delle caratteristiche storico-religiose della Cattedrale cittadina.
Per l’occasione era graditissimo ospite S.E. Mons. Oscar Cantoni, Vescovo della Diocesi, che ha introdotto l’argomento ricordando innanzi tutto che il Duomo non va visto semplicemente come un edificio da conservare nel tempo, ma come il centro di una comunità civile e religiosa, come punto di convergenza e simbolo dell’espressione della comunità stessa. Lo sviluppo del tema della serata è stato affidato a due importanti relatori, Mons. Angelo Lameri, già segretario dei Vescovi Tresoldi e Paravisi, nonchè docente presso la “Pontificia Università Lateranense” e collaboratore della CEI, e al Dott. Matteo Facchi, laureato in Storia dell’Arte e Presidente della “Società Storica Cremasca”.
Anche se, come ha esordito Mons. Lameri, le modifiche strutturali dell’edificio religioso si sono sempre sviluppate in adeguamento alle esigenze liturgiche, l’excursus storico ha messo in evidenza che fin dalla nascità (sec. XI°) Crema nasce come “città” e non come “contado”, titolo che le conferisce immediatamente il diritto di realizzare un progetto di “chiesa maggiore”, quindi destinata a diventare sede vescovile, nonostante l’esiguità iniziale del centro civile.
A “voci alterne” il dott. Facchi e Mons. Lameri hanno guidato i presenti nelle tappe fondamentali della storia della Cattedrale, in sincronia con l’evoluzione del concetto di “chiesa” e di luogo di culto cristiano. Dall’altare , quadrato, in pietra, o sopra i resti di un Santo, al “ciborio” sopra l’altare, mentre il fonte battesimale deriva dallo sviluppo dell’ “impluvium” romano. Le modifiche del 1300, sull’esempio della Cattedrale di Piacenza, alla cui diocesi appartiene originariamente Crema, e quelle del 1400, con lo spostamento dell’altare più in prossimità del coro (nuovamente allungato nel 1500) ed il trasferimento del Battistero dalla Pieve Palazzo Pignano, costituiscono, insieme agli scavi della cripta, i lavori fondamentali che conferiscono la struttura portante alla nostra Cattedrale e attribuiscono stabilmente a Crema la dignità di “città”.
Tra il XVI° ed il XVIII° sec., si attuano soprattutto modifiche di arricchimento (finestre sopra il coro), mentre nel 1950 acquista la forma che arriva sino ai nostri giorni, con la netta distinzione dei tre luoghi di celebrazione principali, Altare, Sede (Cattedra) e Ambone (mancante a Crema).
Ovviamente il Concilio Vaticano II° ha poi inciso in maniera significativa sulla posizione dell’altare, in conformità ad un nuovo e più attuale concetto di “ministerialità diffusa”, nella quale il popolo non è solo spettatore, ma partecipe in maniera attiva ai vari momenti del culto.
Teresa C. Barbati
Addetto stampa Lions III Circoscrizione
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La Foducia nelle risorse genitoriali
Davvero interessante e particolarmente seguito, il meeting dedicato alle risorse genitoriali con relazione della dr.ssa Maria Sangiovanni nota psicologa, mediatrice familiare e Presidente dell'associazione per gli affidi familiari.
Il Presidente del Club Camillo Cugini, ha introdotto la serata presentando con gioia l'illustre ospite entrata a far parte dei Lions da solo un anno e che con semplicità ed esperienza ha trattato il controverso argomento dei moderni rapporti di famiglia.
La psicologa ha esordito affermando che i due doni più importanti che i genitori possono regalare ai figli sono “le radici della memoria e le ali dei sogni e dei progetti”.
Essi rappresentano infatti le autorità più indicate in assoluto per risolvere i loro problemi e i comodi atteggiamenti rinunciatari creati dai sensi di colpa e di inadeguatezza nell'affrontare le inevitabili difficoltà, determinano necessariamente un venir meno della indispensabile fiducia reciproca.
E' necessario quindi, ha continuato la relatrice, che i genitori ascoltino con attenzione i problemi dei figli aiutandoli a “costruire un' immagine positiva di sé riconoscendone il valore come persona”.
Amando i figli così tanto da non imporre il proprio progetto di vita su loro ma con autorevolezza e forte dialogo di coppia, aiutandoli a dare il meglio di sé.
Concludendo la dr.ssa ha voluto ribadire l'importaza di tale dialogo che deve essere paritario, leale, evitando l' illusione di far meglio da soli sentendosi migliori del patner e così incrinando la sintonia educativa.
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III Circoscrizione: "La nostra prima serata insieme"
Il titolo sembra essere il preludio ad un articolo di cronaca rosa, ma in effetti è proprio di amore che si tratta, di amore verso l’umanità , verso il prossimo, valori che uniscono tutti i LIONS CLUB. Il mese di ottobre ha visto, quindi, la zona A del Lions Club riunirsi presso Villa Tara, a Torlino Vimercati, per la condivisione di un momento molto importante di convivialità e di riflessione sulla LCIF.
Il Presidente di zona, Marco Giovanni Migliorini, instancabile organizzatore dell’evento, ha immediatamente accolto e fatto propria la richiesta dei Presidenti di promuovere questa iniziativa. Dopo aver portato ai partecipanti i saluti più cari del Governatore, Adriana Cortinovis Sangiovanni, ha invitato con emozione i Presidenti dei club a suonare contemporaneamente e solennemente le rispettive “campane” per dichiarare aperta la serata. E così il 27 ottobre si sono ritrovati tutti i club componenti: L.C. Crema Host (Presidente: Camillo Cugini), L.C. Soncino (Presidente:Paolo Perolini), L.C. Pandino Gera D’Adda Viscontea (Presidente: Antonio Rossini), L.C. Crema Gerundo (Presidente: Pupilla Bergo), L.C. Crema Serenissima (Presidente: Faustoantonio Locatelli), L.C. Castelleone (Presidente: Paolo Doldi) e Leo Club (Presidente: Simone Chiodo).
Tramite l’intervento di Maria Rosa Ghetti, addetto di circoscrizione alla LCIF (Fondazione Internazionale del Lions Club) i numerosi soci dei club partecipanti hanno avuto la possibilità di ascoltare alcuni flash informativi sulle numerose ed importanti attività svolte nel mondo: dal programma internazionale “Sight First” della lotta contro la cecità, alla erogazione di vaccini contro la malaria, al programma per sconfiggere le malattie killer nei bambini, e tanto altro… Ma non solo: in occasione (solo per citare un esempio) del terremoto del Giappone, i Lions sono corsi immediatamente in soccorso alle popolazioni colpite erogando ben 18 milioni di dollari , non solo per le prime necessità, ma anche per seguire i progetti di ricostruzione a medio e lungo termine, per aiutare i giovani a inserirsi nuovamente nel mondo del lavoro, ecc. Del resto è ormai noto che nel 2004 il Financial Times ha proclamato la LCIF come la “migliore organizzazione umanitaria non governativa a livello mondiale”, proprio per la sua capacità di organizzare in maniera capillare sul territorio colpito le risorse raccolte per le necessità quasi in tempo reale.
Nel corso della bellissima serata sono intervenuti la Dr.ssa Giovanna Barra, che ha illustrato le finalità di “Villa Laura”, centro per bambini autistici da lei diretto in Torlino Vimercati, ed il Dr. Giorgio Corvi, medico e poeta, che ha parlato dei temi principali delle sue poesie, dal senso dell’inquietudine del vivere alla ricerca della fede e della speranza di ritrovare un senso nella vita.
In chiusura della serata il Past Presidente dei Governatori, Rocco Tatangelo, ha dimostrato ampia soddisfazione per l’iniziativa, che vuole dimostrare che i LC. non solo solamente “Cavalieri della Luce” (in riferimento al programma “Sight First”), ma anche “Cavalieri di solidarietà” in toto.
Teresa C. Barbati
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Conviviale di apertura annata 2011-2012
Martedì 20 settembre si è svolta la prima assemblea conviviale del Lions Crema Host 2011-2012, con l’applaudita presenza del nuovo Presidente Camillo Cugini che, nel suo articolato discorso introduttivo, ha subito voluto ricordare i due principali service dell’anno.
Il primo, a carattere nazionale, per spiegare ai giovani, con materiale cartaceo e conferenze in ambito medico ed amministrativo, il modo con cui evitare fattori ambientali e stili di vita negativi, così da prevenire ed affrontare il tumore, avendo maggior cura della propria salute (denominato “Progetto Martina” in ricordo di una giovane di nome Martina, colpita da un tumore della mammella).
L’altro, a livello locale, riguardante l’allestimento di un nuovo Pronto Soccorso Pediatrico presso l’Ospedale Maggiore di Crema.
Su questo service, che prevede arredi e forniture mediche, il Presidente si è particolarmente soffermato, anche con il valido contributo degli interventi, talvolta critici, dei soci medici presenti e della loro vasta esperienza professionale.
Si calcola che ogni anno siano ben 9.000 i bambini ricoverati con circa treenta interventi di pronto soccorso pediatrico al giorno, ed è quindi indispensabile ua specifica sala d’attesa per i genitori e due ambulatori per il pediatra.
Con lo scopo anche di nascondere ai piccoli la vista di persone che, a seguito di incidenti stradali o altri eventi tragici, entrano nel normale Pronto Soccorso in condizioni devastanti.
Altro argomento vivacizzato dai pareri discordi espressi dai soci presenti è stato la raccolta fondi interclubs che verrà attuata con un mercatino del vintage, seguendo la traccia di quello di Castelleone, in una domenica di fine marzo nella piazza Duomo di Crema.
A conclusione della movimentata e affollata serata, il Presidente ha ricordato poi alcuni importanti momenti dell’annata lionistica, a volte condotti da relatori appartenenti al Club stesso, come la conviviale dedicata alla storia religiosa e civile del Duomo di Crema, quella sul gioco d’azzardo, sulla riforma della giustizia e la separazione delle carriere, sull’immigrazione e sulla sicurezza stradale.
Alberto Besson
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