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Lions Club Cremona Duomo
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Notizie dal Club

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"La centralità di Maria"

Logo Lions Club A palazzo Trecchi si è tenuta la tradizionale cena degli auguri del Lions Club “Cremona Duomo”, in intermeeting con il Lions Club “Universitas Nova” presieduto da Ugo Gualazzini.
La conviviale è stata aperta da un breve concerto della soprano Federica Zanello che ha cantato alcune arie in tema col Natale accompagnata al piano da Cristina Palmas.
Ospiti della serata il Past Governatore Visigalli, il Presidente di zona A. Cantarelli, il Presidente del Lions Club “Cremona Host” M. Ravelli , la vice Presidente del Lions Club “Casalbuttano” A. Pilla, il vicesindaco C.Malvezzi.
Relatore d’eccezione il Vescovo di Cremona Dante Lanfranconi sul tema: La centralità di Maria. La Presidente del Lions Club “Cremona Duomo” Renata Rozzi Patria ha ricordato che entrambi i temi del suo anno di presidenza : la centralità della figura femminile e “Ripensare al passato” (in questo caso la natività di Gesù) per capire il presente sono compresi in questo titolo, almeno se guardiamo alla realtà dei credenti.
Sua Eccellenza ha esortato a vedere La Madonna non in astratto, un po’ mitizzata, ma nella sua realtà di donna credente e a pensare al tessuto di vita quotidiana “IN CUI HA DOVUTO GIOSTRARE LA SUA FEDE”. Quando ha avuto la proposta di diventare madre di Dio, pur non capendo interamente l’entità del fatto risponde: Per me si compia quello che tu hai detto. Ma come si sarà sentita dopo? E come affrontare Giuseppe? E la comunità? Maria crede in quello che Dio le fa conoscere, essere madre senza passare per le vie naturali, e Giuseppe si fida di lei e decide di porsi al suo fianco, mantenendo il segreto, sfidando qualsiasi critica o sospetto.
Come ha scritto H. De Luca nel libro “In nome della madre” : “Grande e bello è vedere nel coniuge l’intermediario di Dio; la fede nel proprio coniuge è la fede nell’operato di Dio”.
Il nostro percorso di fede, come quello di Maria, va fatto in riferimento a Dio.
Anche come madre Maria deve affrontare una realtà particolare; quando Gesù va al tempio con Maria e Giuseppe e poi si ferma lì a loro insaputa, Maria è angosciata e lo dice a Gesù quando lo ritrova, ma lui le risponde: Non sapete che devo occuparmi delle cose del padre mio…
Questo figlio non è quindi più solo suo, ma deve accettare che è anche figlio di Dio. La maternità di Maria deve confrontarsi con la paternità di Dio. E così anche i nostri figli sono anche figli di Dio, hanno una libertà che fa conto anche della loro volontà e della paternità di Dio. Ciascun figlio ha una sua vocazione e il progetto di vita matura in una consapevolezza del progetto di Dio. In conclusione, noi dobbiamo quindi affidarci alla Vergine madre che ci aiuti in questo cammino di fede.
Nel corso del meeting è stato consegnato un contributo alla Presidente dell’Associazione Giorgio Conti, Adriana Conti Rinaldi.

Giovanna Mondini Centofanti


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LCIF…"In punta di piedi"

Logo Lions Club Tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre il Teatro San Domenico di Crema è stato lo scenario privilegiato di due eventi interamente dedicati al balletto classico, “La vedova allegra” e “La mia vita sulle punte”. Protagonista d’eccezione la cremasca Chiara Gasparini, prima ballerina della compagnia “Nuovo Balletto Italiano” e interprete di ormai numerosi spettacoli di danza classica in vari teatri italiani.
In entrambe le occasioni i presenti hanno potuto nuovamente godere della finezza interpretativa di questa compagnia, magistralmente seguita dal coreografo e direttore artistico Giuseppe Protano e che, pur rimanendo nel solco della tradizione quanto a costumi e scene, rivela tuttavia qua e là un guizzo di novità nella ricerca costante di un’interpretazione mimica e gestuale sempre più profonda e coinvolgente.
Nel secondo evento in particolare la prima ballerina ha voluto condividere con i presenti i momenti più significativi della sua vita artistica presentando, in omaggio anche alla sua famiglia, foto e piccoli brani che ne hanno segnato il cammino.
Molta emozione hanno suscitato i primi ballerini Chiara Gasparini e Marco Protano nel momento dedicato alla interpretazione di “Chère Kitty”, ossia brani tratti dal famoso “Diario di Anna Frank”, dove l’allegria e la dolcezza della danza fanno ancor più percepire lo stridore tra il desiderio di libertà e di amore con uno dei momenti più bui della storia dell’umanità. Anche il suono del violino del Maestro Michelangelo Mazza, primo violino di spalla dell’Orchestra del Teatro Regio di Parma, ha sottolineato e reso ancora più intensi alcuni quadri dello spettacolo.
Alla fine della serata Chiara Gasparini insieme al padre Titta sono stati insigniti della Melvin Jones Fellow, la massima onorificenza lionistica, in riconoscimento delle loro speciali attività a favore del Lions Club.
Gli spettacoli, infatti, sono stati dedicati alla Fondazione Teatro San Domenico e alla LCIF , la fondazione internazionale del Lions Club, famosa per essere protagonista in prima linea di numerose iniziative a livello mondiale, come la lotta contro la cecità, il programma alimentare e da ultimo, secondo le direttive del Presidente Internazionale, l’obiettivo della piantumazione di un milione di alberi per il nostro pianeta. Grazie ad iniziative come questi eventi la nostra Fondazione può ottenere i mezzi per essere sempre più incisiva nei suoi interventi in tutte le parti del mondo dove si manifesti una necessità, non da ultimo le recenti alluvioni della Liguria e della Sicilia che hanno tristemente sconvolto la vita di molte persone.

Teresa C. Barbati
Addetto stampa III Circoscrizione


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"La provocazione politica di Antigone"

Logo Lions Club Nel mese di novembre, a Palazzo Trecchi, la conviviale del Lions Club “Cremona Duomo”, presieduto da Renata Rozzi Patria ha avuto come relatore il dott. Massimiliano Salini, Presidente della provincia di Cremona, sul tema, un po’ al di fuori dei soliti schemi: “la provocazione politica di Antigone”.
Ospite del meeting la dott.ssa Federica Deledda, Comandante della Polizia Stradale di Cremona, cui è stata consegnata la “Melvin Jones”, la più alta onorificenza lionistica per la capacità, la competenza e la passione con cui svolge il suo importante incarico.
E’ stato inoltre consegnato come service del Club un contributo alla Presidente dell’Associazione diabetici dott.ssa Alida Madini.
Il Dott. Salini ha una formazione umanistica. Antigone, protagonista della omonima tragedia di Sofocle, è un personaggio che lo ha sempre affascinato perché propone un dilemma che riguarda la vita di tutti. Come è noto Antigone, figlia di Edipo, decide di seppellire il corpo del fratello Polinice in nome delle leggi non scritte nonostante egli, secondo le leggi di Tebe, non abbia diritto alla sepoltura. E per questo viene condannata dal re di Tebe, Creonte, ad essere sepolta viva.
In questo personaggio c’è una grande forza, quella di imporci un’autocoscienza profonda: è possibile accettare un diritto positivo, vale a dire le leggi scritte, quando esso appaia in contrasto con il diritto naturale? La posizione di Antigone è una richiesta di giustizia che va oltre le leggi dello Stato. Tuttavia non dà possibilità di confronto; la sua è una posizione irriducibile, sia nei confronti del tiranno, sia nei confronti della sorella Ismene, che è contraria a trasgredire le leggi con la sepoltura.
Vi è quasi una sfida a chi non la pensa come lei. Ora, deve essere insanabile questo conflitto fra diritto positivo e diritto naturale o vi è la possibilità di trovare una mediazione? Cosa rappresenta Antigone? Un utile argine ad un’invadenza dello Stato. La norma deve essere una lettura adeguata di ciò che accade in natura per poi fissarlo nel tempo. D’altro canto Creonte va seguito, perché se ognuno seguisse la “propria Antigone” ci sarebbe il caos. Compito della politica è quello di operare affinché gli editti di Creonte (leggi dello Stato) corrispondano al sentire di Antigone (legge della coscienza), con norme sempre più adeguate. Non sempre la legge coincide con la giustizia: trovare un accordo è la giusta soluzione. In conclusione: è necessaria e auspicabile una gestione più serena della problematica quotidiana.

Giovanna Mondini Centofanti


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I salotti nel Risorgimento italiano

Logo Lions Club Nel mese di ottobre, a Palazzo Trecchi, si è tenuto il secondo meeting del Lions Club Cremona Duomo, Presidente Renata Patria. Relatore della serata il Prof. Giancarlo Corada  che ha parlato sul tema: “I salotti nel risorgimento italiano”. Ospite del Meeting: il vice Governatore Dino Gruppi.
Come ha spiegato il professore l’argomento è tutt’altro che frivolo. E’ un fenomeno complesso e articolato diversamente da città a città.
Il modello è quello francese e deriva dall’esperienza francese del 1600, continuata poi nel 1700, dove però prevaleva l’aspetto letterario e si parlava d’amore e di filosofia.
La salonnière, vale a dire la padrona di casa, gestiva il salotto e faceva gli inviti prediligendo, a Milano e a Firenze, intellettuali e politici. I salotti ospitavano uomini e donne, mentre i caffè, luoghi pubblici, erano frequentati solo da uomini. Vi era pure un gioco di seduzione e intreccio di rapporti anche amorosi. La conversazione era comunque l’elemento chiave. A Milano e Firenze era prevalente l’aspetto politico.
Firenze e Milano sono le due città dove i salotti hanno avuto una funzione particolare. All’epoca il concetto di libertà d’opinione non era assolutamente considerato. La nobiltà era prevalentemente austriacante. A Milano no. I salotti erano in funzione di dare spazio alle idee politiche che non potevano esprimersi altrimenti. E lo stesso avveniva a Firenze. I salotti avevano una funzione politica. Erano diverse le situazioni, ma le modalità sono le stesse. Intrecci di seduzione e discorsi politici coesistevano. Si rimane colpiti, esaminando i documenti dell’epoca cronache e lettere, dall’intelligenza e dalla preparazione delle donne che frequentavano i salotti.
E’ un risorgimento pluralistico e multiforme. Ogni gruppo sociale si presentava con un proprio programma però tutti miravano all’unità e all’indipendenza dallo straniero e sentivano l’esigenza di una burocrazia snella, moderna. In pratica i salotti erano i luoghi dove si discuteva di cose proibite.

Giovanna Mondini Centofanti


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Assegnazione Melvin Jones Fellow

Logo Lions Club Giovedì 29 settembre, a Palazzo Trecchi, si è tenuto il primo meeting del Lions club Cremona Duomo.
La presidente Renata Patria Rozzi ha illustrato il proprio programma che avrà due fili conduttori: ”La centralità del femminile fra passato e presente” e “Ripensare al passato per capire il presente”.
Nel corso della serata è stata consegnata l’onorificenza Lions Melvin Jones alla socia fondatrice Franca Decò Mola per il costante e qualificato impegno profuso nell’attività del club.
Successivamente Anita Pedrabissi Franzini ha illustrato con diapositive e foto il tema: Etnie indiane: Calcutta, Orissa e Assan.

Giovanna Mondini Centofanti



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