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Distretto 108 Ib3 - Italy
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Lions Club Cremona Duomo
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Notizie dal Club

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Visita del Governatore

Logo Lions Club Il Governatore del Distretto Lions 108 Ib3, Giovanni Bellinzoni, ha fatto visita ai Lions Club Cremona Duomo, presidente Daniela Magni, e Cremona Stradivari, presidente Patrizio Azzini. Per i due presidenti è stata l’occasione per illustrare al Governatore le iniziative e i Service che i due Club intendono portare a termine durante l’annata lionistica. I Service saranno indirizzati soprattutto a dare risposte convincenti alle esigenze del territorio con particolare riferimento ai temi individuati dal Lions International come la prevenzione del diabete, la tutela della vista, la salvaguardia dell’ambiente e un aiuto a chi si trova in stato di indigenza, nel rispetto della dignità della persona. Il Governatore si è detto certo che gli scopi verranno perseguiti e gli obiettivi raggiunti grazie alla volontà di fare e di agire: ‘action’, ha detto Giovanni Bellinzoni, azione tra la gente e per la gente raggiungendo un numero sempre maggiore di persone in difficoltà. Questa è la grande sfida che il Lions International ci propone per gli anni a venire e che sicuramente verrà portata avanti con tenacia come ormai i Lions hanno dimostrato di saper fare dal 1917: cento anni di vita al servizio del prossimo.

Gianni Fasani


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Il tempo scivola... Timeslips... Narrazione di storie creativa con malati d'Alzheimer

Logo Lions Club Giovedì sera a Palazzo Trecchi si è tenuta la prima conviviale del Lions club Cremona Duomo, presidente Daniela Magni. Ospite e relatrice della serata la dottoressa Iris Dall'Aglio, esperta facilitatrice del metodo "Il tempo scivola" (Timeslips). Il metodo, approdato in Italia nel 2010, si avvale di pochissimi facilitatori certificati e intende diffondere una cultura umanizzante nella relazione con la fragilità, attraverso un rapporto di reciprocità fra il malato e il facilitatore e attraverso una comunicazione gratificante.
La serata si è tenuta proprio nella giornata mondiale dedicata all'Alzheimer, patologia neurodegenerativa che distrugge in modo lento e progressivo le cellule del cervello e che purtroppo è sempre più diffusa. 600000 italiani sono colpiti da questa patologia che danneggia parola, memoria, pensiero e, di conseguenza, provoca un deterioramento della vita di relazione. Mentre rimane più a lungo nei malati una memoria procedurale.
Questo metodo, Timeslips, è stato fondato dalla dottoressa americana Anne Basting. Consiste in un laboratorio di narrazione creativa che parte da uno stimolo visivo. Si basa sul fatto che il malato di Alzheimer perde la memoria, ma mantiene l'immaginazione. E l'aggancio è l'emotività che rimane nei malati. "Dimentica quindi la memoria prova con l'immaginazione".
La relatrice ha presentato alcune esperienze significative di narrazione creativa con anziani, avvenute nelle Residenze Sanitarie Assistite e nei Nuclei Alzheimer del territorio. Spiegando che si tratta di un'attività di gruppo, che si tiene con 8/10 persone con medio deficit, una volta alla settimana: si mostra loro una foto, un quadro o li si fa assistere a una piccola rappresentazione. Le immagini possono raffigurare una persona, un'azione o uno scenario ampio... Successivamente le facilitatrici sollecitano i partecipanti con domande aperte. E, grazie all'immaginazione, i malati iniziano a narrare storie. Che vengono trascritte fedelmente e poi vengono rilette. Spesso sono condivise con un pubblico più ampio. E possono essere anche utilizzate artisticamente,(teatro, danza, arte)
In pratica con questo metodo si utilizza un bene che rimane nei malati, l'immaginazione, per portarli a una particolare forma di creatività. Si va così in direzioni inattese, si provoca una rottura dell'aspettativa. Le facilitatrici riescono con tale metodo ad evidenziare l'unicità delle persone, in un clima disteso, rassicurante: la comunicazione è gratificante perché non c'è giudizio. E' uno spazio, un momento speciale, creativo ed espressivo, stimolante in cui si valorizza e sollecita la funzione relazionale e comunicativa.
La dottoressa Dall'Aglio ha concluso ribadendo che in questo modo si fornisce ai malati di Alzheimer un'esperienza felice, di benessere. Ha inoltre messo in evidenza che, anche se non è un rimedio definitivo, più questi soggetti riescono a comunicare più si ritarda l'evolversi della malattia.



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