Il Neanderthal padano: un’evento di importanza internazionale
Lo hanno chiamato “Pàus” contraendo il nome latino del Po, Padus ed è divenuto subito un personaggio famigliare. La vicenda del recente ritrovamento di un reperto fossile di uomo di Neanderthal nei sabbioni del Po nei pressi di Cremona, e del quale si sono occupati in questi giorni la stampa e la tv nazionali, viene descritta e analizzata di prima mano dal paleontologo dell’Università di Parma Davide Persico, fondatore del Museo Naturalistico Paleontologico di San Daniele Po, nel volume “Neodarwinismo, l’evoluzione della teoria”, appena pubblicato da Il Simposio delle Muse Edizioni di Crema.
Erano anni che Davide Persico insisteva nell’ipotesi che i Neanderthaliani fossero presenti anche nella Pianura Padana ma sinora significativi reperti erano stati rinvenuti solo in Italia centro meridionale ed in qualche zona elevata del Nord. Il clamore suscitato dal recente rinvenimento deriva non solo dalla conferma di una tesi a lungo sostenuta ma anche dal fatto che si aprono ora notevoli scenari di ricerca, come prospettati nell’opera di Davide Persico che costituisce un pratico breviario di decodificazione scientifica sulle principali tematiche paleontologico naturalistiche spiegate con linguaggio piano e scorrevole, accessibile a tutti.
Ma la parte di maggiore fascino riguarda il ritrovamento del reperto Neanderthaliano, la sorpresa, l’eccitazione per l’eccezionalità della scoperta e le prospettive di future scoperte che rendono ancora più stimolante la lettura di questo libro. Non è inesatto affermare che proprio questo ritrovamento costituisce un importante contributo all’approfondimento della storia paleontologica ed all’archeologia della paleontologia padana.